Inter, buon Natale. Firmato Dida"Nelson Nelson, Dida Dida". Tutto il Meazza in coro per lui, solo per lui. Ma, altro che standing-ovation. Il suo nome scandito a gran voce dai tifosi neroazzurri ha un suono più stridente di una secchiata di fischi. Cambiasso raccoglie la difettosa respinta di Maldini, fa partire un destro così così, Dida fa ancora peggio e si scaraventa esattamente dalla parte opposta, come se lo facesse apposta. Magari lo avesse fatto apposta. Almeno si avrebbe una spiegazione plausibile all'ennesimo imbarazzo che il portiere brasiliano non si è risparmiato di creare alla sua società neppure dal tetto del mondo. Finisce 2-1 per l'Inter. Che ringrazia e si porta sul Monte Bianco con due turni d'anticipo. Tempo di regali? No, per Dida e colleghi rossoneri è già tempo di scendere dall'Everest.















Gridano “siamo più di centomila”. Centomila forse no, ma giù di lì. Un fiume rosa, che scorre da piazza Esedra ai Fori Imperiali. Domenica 16 novembre: Roma, per un giorno, è tutta loro. Loro, le donne. Che non sfilavano lontane dagli uomini da dodici anni. Contestano il pacchetto sicurezza, “poco sicuro”, messo a punto dal Governo. Quella sicurezza che non hanno nemmeno tra le mura di casa. Perché la violenza sulle donne è più che mai domestica: il 70% degli abusi provengono dall'ambito familiare.




























