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mercoledì 2 luglio 2008

Saldi e soldi

Sabato a Milano iniziano i saldi, tranne in via Turati. Perché sui sogni Adebayor e Ronaldinho non ci sono sconti. E si sa, i sogni o non hanno prezzo o hanno prezzi impossibili. Impossibili per il Milan, non certo per Chelsea e Barcellona che, pur di avere il bomber togolese, sembrano pronti a fare un bonifico di circa 30 milioni di euro a favore dell'Arsenal. Cifra pazzesca secondo Adriano Galliani, per il quale Adebayor rimane, per ora, un sogno proibito. Proibito come Ronaldinho, il suo girovita sempre più generoso e, soprattutto, i suoi 15 milioni di ingaggio annuo che il Milan non sarebbe mai disposto ad offrire al giocatore. L'asso brasiliano intanto potrebbe aver trovato l'America: dai Los Angeles Galaxy è giunta l'offertissima di un contratto fra i tre e i cinque anni più un compenso da urlo di 18 milioni a stagione. Galliani invece ragiona low cost e l'alternativa ai sogni infranti si chiama Luis Fabiano, che continua a snobbare le offerte di rinnovo proposte dal Valencia. Tramonta anche il sogno rossonero di riportare a casa Shevchenko, che tornerebbe volentieri in Italia ma a Genova, sponda blucerchiata. Il problema è l'ingaggio annuo dell'ucraino, che al Chelsea percepisce 9 milioni di euro. O si riduce notevolmente la busta paga, o Sheva non si godrà il mare ligure. Tra sogni e speranze ecco gli affari fatti: il Bologna abbraccia Cristian Zenoni dalla Samp, l'Atalanta fa suo Valdes dal Lecce. Primo giorno di scuola rosanera per Davide Lanzafame, approdato al Palermo proprio mentre il ds Foschi passa il testimone a Walter Sabatini, ex Lazio. Lazio che, secondo il quotidiano argentino Ole', avrebbe acquistato il 23enne Mauro Boselli dal Boca Juniors per 3 milioni di euro. Il Manchester City ha preso Jò dal Cska Mosca: il 21enne attaccante brasiliano libera così Rolando Bianchi, erede designato di Borriello nei piani di Enrico Preziosi che lo rivorrebbe a tutti i costi al Genoa. Notte viola per Vargas: il terzino peruviano passa dal Catania alla Fiorentina (contratto di cinque anni). Stasera dormirà a Firenze, domani si sveglierà alla corte di Prandelli. Sogni che si avverano.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 2 luglio 08)

venerdì 27 giugno 2008

Golden manager

Dodici anni fa, di questi tempi, era l'eroe di Wembley: nella rocambolesca finale di Euro England 96 contro la Repubblica Ceca, Oliver Bierhoff (subentrato nel secondo tempo a Scholl) diede tutto, ma proprio tutto. Persino ciò che, allora, era una novità: quel golden gol che ai supplementari decapitò partita e cechi, e consegnò alla Germania il terzo titolo continentale. Oggi, Bierhoff, nel ruolo di team mananger, vuole dai suoi la stessa carica. Perché a Vienna, contro la Spagna, sarà dura quanto a Wembley: "L'importante è che i giocatori diano ogni cosa, senza farsi condizionare da quello che sta attorno. Certo, potrebbero essere in buona o cattiva forma. Ma da loro chiedo solo due elementi: concentrazione e passione". Contro la Turchia la Germania ha dimostrato di non mollare mai. Per Bierhoff, il carattere vincente degli uomini di Loew è frutto di un duro lavoro: "Se la squadra ha raggiunto la finale è grazie alla disciplina e alla fiducia nei propri mezzi. Per me sono già vincitori". A centrocampo, sperando che Ballack torni a essere Ballack (contro i turchi è risultato così innocuo da mimetizzarsi con l'erba), Loew schiererà titolare Frings, che stringe i denti nonostante la costola spezzata: "Sono soddisfatto della mia prestazione mercoledì scorso. Siamo ottimisti ma, si sa, fare il pronostico sulla finale è sempre difficile. Io ora sto bene fisicamente e penso solo a domenica, come tutti i miei compagni".

(srv Studiosport - edizione notte del 27 giugno 08)

mercoledì 25 giugno 2008

Sua altezza (e velocità) Usain Bolt

Prendi la gara regina dei 100 metri piani e scopri che tra Pechino e Kingston non c'è nessuna differenza: l'affare su pista è tutto giamaicano. Allo statunitense Tyson Gay non rimane quindi che sperare, in Cina, di fare la parte del terzo che tra i due litiganti gode. I due vengono entrambi dall'isola di Bob Marley: Asafa Powell (quello del record di Rieti - 9"74 - conseguito il settembre scorso) e Usain Bolt (quello che per due centesimi il record se lo è fatto suo a New York una ventina di giorni fa). Vedere questa specie di campanile (1 metro e 96) tagliare l'aria come un coltello scagliato da Diabolik, diciamocelo, fa un po' impressione. E venerdì a Kingston il 22enne spilungone incontrerà Powell per i trials validi come qualificazione ai Giochi. Bolt, secondo il suo allenatore Glen Mills, è in grado di vincere sia i 100 che i 200 (la sua distanza prediletta), dove potrebbe insidiare il primato, di Johnson, di 19"32. Occhio però a Gay, al nostro Howe (se recupera dall’infortunio alla coscia) ma, soprattutto, al compatriota Asafa Powell. A Pechino l’atmosfera sarà caraibica.

(srv Studiosport - edizione notte del 25 giugno 2008)

martedì 24 giugno 2008

Bandiera bianco Rossi verde

E' un po' come quando ti presenti alla discussione di laurea partendo dal punteggio di 110. Ovvio che poi ci scappa anche la lode. Bronzo a Barcellona 92, due ori ad Atlanta 96, oro a Sydney 2000, argento ad Atene 2004: Antonio Rossi insieme a Giovanna Trillini, è l'atleta italiano che ha raccolto il maggior numero di medaglie durante le quattro edizioni a cui ha partecipato. E come la schermitrice, non manca dal podio dal 92. Mettici anche tre ori mondiali, un oro e due bronzi europei e allora capisci perché con un libretto così, pieno zeppo di trenta, la lode non può non arrivare puntuale alla sua quinta Olimpiade: il canoista Antonio Rossi è stato scelto dal Coni come portabandiera dell'Italia a Pechino. Una lode, un premio ad una carriera magnifica, fatta di umiltà, lealtà e sacrifici. A dicembre Rossi compirà 40 anni, ma non dategli del vecchietto, anche perché l'alfiere olimpico più anziano fu Raimondo D'Inzeo (classe 1925) a Messico 68. Il signor Commendatore (titolo conferitogli da Ciampi nel 2000), riassume in sé tutto l'orgoglio di una nazione e raccoglie l'eredità del suo amico Jury Chechi, portabandiera quattro anni fa ad Atene. Rossi ha vinto la concorrenza della Vezzali e la Idem (plurimedagliate ma forse penalizzate dal fatto che alle ultime Olimpiadi, quelle invernali di Torino, il portabandiera era una donna, Carolina Kostner). Ma, soprattutto, ha avuto la meglio su Max Rosolino (alla sua quarta Olimpiade), che comincia la sua avventura il giorno successivo alla cerimonia inaugurale. "Vorrà dire che partirò in pole position la prossima volta" dice con un pizzico di delusione il campione di nuoto. Del resto gli esami non finiscono mai.

Guarda il servizio sul sito del TG5

(srv Studiosport - edizione notte del 24 giugno e TG5 - edizione notte/mattina del 24/25 giugno 08))

sabato 14 giugno 2008

Botte o carezze

L'attuale classifica del girone A vuole che domani a Basilea Svizzera e Portogallo si scambino carezze, mentre a Ginevra Turchia e Repubblica Ceca se la diano di santa ragione. Con gli elvetici eliminati e i portoghesi ai quarti (Scolari fa riposare gli assi Cristiano Ronaldo, Deco, Moutinho e Carvalho), i riflettori sono tutti puntati sulla sfida fra Turchia e Repubblica Ceca (entrambe a 3 punti), che vale il secondo ticket per i quarti in uno scontro che più diretto non si può. Strategie offensive: Terim si affida all'ottimo momento di Senturk e Arda (giustizieri della Svizzera mercoledì), Bruckner è indeciso se puntare sulla velocità di Baros o sui centimetri di Koller. Ci sarebbe in palio persino il primo posto, ma difficilmente i portoghesi si faranno sgambettare dai padroni di casa senza obiettivi: minimo può scapparci un pareggino, quel che basta per conservare il primato del girone. Se per Svizzera e Portogallo si tratta della loro prima sfida nella rassegna continentale (l'ultimo incrocio risale alle qualificazioni per i Mondiali di Usa 94, Oporto ottobre 93, 1-0 per i portoghesi), Turchia e Repubblica Ceca si affrontano per la primissima volta in competizioni ufficiali. Tutti in riga alla stessa ora, 20.45. Per scambiarsi carezze o darsele di santa ragione.

(srv Studiosport - edizione notte del 14 giugno 08)

martedì 10 giugno 2008

Ultima chiamata

Il treno che porta alla serie A parte domani sera da Bergamo e arriva domenica sempre in serata in Puglia. Peccato che sia rimasto un solo posto libero. A contenderselo, nell'ultimo atto dei play off di B, Albinoleffe e Lecce. Eliminato il Pisa in semifinale, i giallorossi guidati dall'esperto Papadopulo e trascinati da un Tiribocchi in forma smagliante hanno il vantaggio del miglior piazzamento in campionato, ma poco importa. Perché l'Albinoleffe, digerito l'esonero di Gustinetti alla penultima giornata e riposte le speranze in Madonna quando il treno stava per deragliare, è una squadra imprevedibile che punta tutto sulla rapidità di manovra. Il Brescia ne sa qualcosa, praticamente eliminato già nel primo tempo dell'altra semifinale di ritorno. E per i bergamaschi essere saliti sull'ultimo vagone sa già di impresa inaspettata. Padapoulo deve rinunciare a Valdes e Mihoubi, ma può sorridere per il rientro di Diamoutene dal Mali, dove era impegnato con la sua Nazionale. Madonna, invece, ha tutti a disposizione compreso l'attaccante Cellini che era squalificato a Brescia. C'è anche il figlio dell'allenatore Nicola, 21 anni, da tre all'Albinoleffe. E pensare che non voleva suo padre come mister. Ma non c'è tempo per discussioni in famiglia: il treno che porta alla serie A sta per partire.

(srv Studiosport - edizione notte del 10 giugno 08)