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mercoledì 30 luglio 2008

Non fare lo snob

Se l'andazzo è questo, va a finire che sulla corsia mancina ci si piazza direttamente Spalletti: dopo i "grazie ma non m'interessa" da parte di Julio Baptista, di Malouda, ma soprattutto dopo il tiraemolla-Mutu che alla fine ha mollato la presa giallorosa ed è rimasto a Firenze, la Roma è alla disperata ricerca di un attaccante in grado di farsi largo sulla sinistra. Da qualche giorno il ds Pradè fa la corte a Ibrahim Afellay, centrocampista offensivo del Psv Eindhoven. Valutazione: 15 milioni di euro. Un po' troppi per i Sensi, che sperano in uno sconto. Aspettando un segnale dall'Olanda, a Trigoria c'è un attaccante che non fa lo snob: è Stefano Okaka, 19enne di origine nigeriana e nazionale Italia Under 19, che non andrà a Bologna ma rinnoverà il suo legame con la Roma fino al 2012. Per lui garantisce Francesco Rocca, ct dei baby azzurri. Alla Roma non dispiacciono neanche Cissè dell'Olimpique Marsiglia, Menez del Monaco e David Silva del Valencia. Aquilani invece è lusingato dai complimenti di Mourinho che lo definisce fortissimo e il pensierino neroazzurro (lo aspetterebbero 3,7 milioni all'anno) ce lo fa eccome. C'è anche la Juve alla finestra e si parla di un pesante disagio del centrocampista nella capitale.
L'appetito vien mangiando. Così la Reggina, preso Bernardo Corradi dal Manchester City, punta su Papa Waigo della Fiorentina (considerato la spalla ideale del centravanti senese) e tratta col Parma uno scambio Vigiani-Parravicini più l'acquisto di Marco Rossi.
Il presidente del Torino Urbano Cairo dopo aver perso Paloschi, ha deciso di puntare su un giovane che segue da tempo, Pozzi dell'Empoli. Che però non lo sgancia a meno di 7 milioni di euro.


(srv Studiosport e All Sport News del 30 luglio 08)

martedì 29 luglio 2008

Prefisso 02

Squillino le trombe: stasera al Trofeo Tim, sfilano come accade da ormai otto estati le bellocce del calcio italiano. Quelle che, accompagnate in passerella dai vari Mancini, Amauri e Kakà, di tirarsela ne hanno ben donde. Ma c'è poco da vantarsi se del campionato fin ora è stato decretato solo il calendario e in estate, si sa, tutti vanno in spiaggia sfoggiando la spilla-scudetto attaccata al costume. Intanto, la bomboniera dell'Olimpico di Torino (che ospita il Tim per la prima volta) conterrà qualcosa di esagerato come una sessantina di titoli nazionali: Inter, Juventus e Milan: il meglio della serie A con un mese d'anticipo. Con quattro anni di ritardo avverrà stasera la stretta di mano tra Ranieri e Mourinho: l'allenatore bianconero faceva in tempo a portare il Chelsea in Champions League che Abramovich, nell'estate 2004, gli diceva grazie tante rimpiazzandolo con lo Special One: al cambio della guardia i due nemmeno si videro. Capita. Non è mai è capitato invece che la Juve uscisse trionfante dal Tim, che mantiene il prefisso di Milano: 2 edizioni al Milan, 5 all'Inter, che il 14 agosto scorso, con Mancini (quello che si pronuncia con la C) in panca, si accaparrava in un sol colpo derby d'Italia e derby della Madonnina. Ancelotti il Tim lo vuole. Perchè sotto sotto si farà sul serio. Chiedete a Contra e a Davids, che nel 2002 scambiarono lo stadio di Trieste per un ring che nemmeno il Tyson sceso dal letto col piede sbagliato. Ma stasera si esige solo sano spettacolo. Quello garantito da Mancini, Amauri e Kakà.

(srv Studiosport - edizione 13 del 29 luglio o8)