Se dici “bravi lo stesso”, è più probabile che ti rispondano “danke” piuttosto che con un grazie musicato da un pesante accento altoatesino. Leggi i loro nomi e se non sai il tedesco inizi a balbettare, contorcerti la lingua ed emettere suoni onomatopeici incomprensibili e un po’ ridicoli. Già, il tedesco. A Oberhof, in Germania, Gerhard Plankensteiner e Oswald Haselrieder si sentono un po' come a casa propria. E se non indossassero la tuta azzurra, a questi due armadi sdraiati sullo slittino daresti dei crucchi. Invece Gerardo e Osvaldo (chiamamoli così per orgoglio patriottico) parlano bene l’italiano. E, ovviamente, benissimo il tedesco. La stessa lingua degli avversari che li hanno scalzati dal podio mondiale e scaraventati a un deludente quarto posto: Florschuetz e Wustlich primi, Wendl e Arlt secondi, i fratelli austriaci Schiegl terzi. Nessuna medaglia quindi per l’Italia nella prova del doppio. Aggiungiamoci che l’altra coppia azzurra Fischnaller-Kofler finisce dodicesima e un errore grossolano alla partenza fa fuori nella prima manche i nostri campioni europei Oberstolz-Gruber, ed ecco che lo scivolone azzurro diventa ancora più doloroso. Un dolore comunque affievolito. Perché se dai un’occhiata alla lista dei partecipanti ti sembra che il doppio sia un duello esclusivamente fra panzer.(articolo pubblicato su www.lab.iulm.it)


































Gridano “siamo più di centomila”. Centomila forse no, ma giù di lì. Un fiume rosa, che scorre da piazza Esedra ai Fori Imperiali. Domenica 16 novembre: Roma, per un giorno, è tutta loro. Loro, le donne. Che non sfilavano lontane dagli uomini da dodici anni. Contestano il pacchetto sicurezza, “poco sicuro”, messo a punto dal Governo. Quella sicurezza che non hanno nemmeno tra le mura di casa. Perché la violenza sulle donne è più che mai domestica: il 70% degli abusi provengono dall'ambito familiare.











