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domenica 18 maggio 2008

38^ di campionato: Milan-Udinese 4-1 Mesto, Pato, Inzaghi, Cafu, Seedorf

Milan forza 4 dà l'addio al quarto posto
Vabbè, ci toccherà la Uefa. Anche perchè dopo la scandalosa gitarella sotto il Vesuvio di domenica scorsa, oggi non si poteva mica sperare in soccorsi da parte di angeli benevoli col diavolo: a Torino Osvaldo fa il Van Basten (o, dato che è argentino, il Batistuta, fate voi) e spedisce la Fiorentina tra le grandi del Continente. Giusto così: la spunta chi è costante. I rossoneri, invece, per tutto il campionato sull'altalena Champions ci sono saliti e scesi troppe volte. Alla fine si sono ritrovati con le chiappe a terra. Quinto posto e Uefa sia. Salutano Cafu (gol con dedica) e Serginho: grazie, siete stati formidabili, emblemi del Milan che fu. Tornando al presente, i caroselli neroazzurri fanno chiasso per le vie di Milano. Mancini può esultare due volte: il prossimo anno in Champions non si ritroverà i cugini fra i piedi. Che sia la volta buona per vincere anche in Europa? Mancio, toccati da qualche, qualunque parte. E occhio ai gatti neri, sempre.

domenica 4 maggio 2008

36^ di campionato: Milan-Inter 2-1 Inzaghi, Kakà, Cruz

Inzaghi-Kakà e l'Inter ritira i pasticcini
Eh no, a vedersi i cugini celebrare sotto il naso il loro terzo (o secondo?) scudetto consecutivo a champagne e pasticcini il Milan non ci stava proprio. Unire l'utile (pigliare la Champions facendo oplà sulla Fiorentina sfiancata dagli scozzesi giovedì scorso e impegnata oggi al Sant'Elia contro un Cagliari bramoso di punti salvagente) al dilettevole (posticipare di sette giorni i riti dionisiaci di Moratti) era la mission impossible segnata in agenda. Missione che diventa improvvisamente possibile quando Inzaghi di testa sua e Kakà di piattone invitano Julio Cesar a saltellare sotto la Sud. E poco importa se da fermo Cruz ipnotizza Kalac e la sua barriera schierata a presepe. Finisce 2-1. Mentre champagne e pasticcini finiscono nel frigor.

domenica 20 aprile 2008

34^ di campionato: Milan-Reggina 5-1 Kakà (r), Kakà (r), Barreto, Kakà, Inzaghi, Pato

Ancelotti ne voleva cinque? Accontentato
La linea da seguire l'aveva tracciata: Ancelotti ne voleva cinque? Eccolo accontentato: questa è solo la prima delle cinque vittorie che Carletto vuole da qui fino al giù il sipario, ma intanto si goda le cinque papine rifilate alla Reggina. Anche perchè quando Kakà fa il Pallone d'oro il Milan non può non mettere la quinta e nemmeno permettersi la quinta posizione. I viola corrono, i rossoneri ogni tanto. Contro gli aramanto hanno corso più o meno tutti. Pure Seedorf correva, più forte dei fischi, che almeno oggi si sono trasformati in applausi dopo alcune giocate degne della sua fama. Vabbè, poi c'è (te pareva) Inzaghi, che ha sempre fame di gol (il quinto in tre gare) ed è magro come un chiodo. Se fosse per lui rincorrerebbe il pallone anche oltre la linea. Lui sì che si mantiene in linea Champions.

mercoledì 20 febbraio 2008

Andata degli ottavi di Champions: Arsenal-Milan 0-0

Muro Milan, l'arsenale non sfonda
Fino a poche ore dall'inizio il rebus trattino strizza era Kalac sì Kalac no. Alla fine, sospirone di sollievo, Kalac sì. Che con la stecca al dito non stecca. Nemmeno quando a metà del secondo tempo l'inguine tradisce Nesta e la difesa si deve arrangiare come può sotto le raffiche di mitragliatrice scaricate dall'esercito giovincello di Wenger: buon per il Milan che le cartucce sono deboli come palline di carta lanciate sempre lì, in mezzo allo specchio della porta, dove Zelico può raccoglierle senza nemmeno troppo accartocciarsi su se stesso. Poi Adebayor vuole sentire che suono fa la traversa quando traballa e allora tac, pallone stampato sul legno alto a quindici secondi dal tutti a casa e tante grazie da Ancelotti. Un pareggio ci sta e bene, dài. Al ritorno a San Siro c'è un'unica soluzione, vincere e basta. Altro che rebus. Un po' di strizza? Quella sì invece.

martedì 6 novembre 2007

4° turno di Champions: Shaktar Donetks-Milan 0-3 Inzaghi, Kakà, Inzaghi

Inzaghi mette il Milan al calduccio
Scommettiamo che Nils Liedohlm, durante il primo tempo, se ne sia andato a fare un giretto per i campi del paradiso del calcio, talmente era annoiato? Sì, perché la partita contro lo Shakthar fino al quarantacinquesimo minuto sembrava un inferno senza fiamme: spettacolo fatti vedere, gioco senza brividi (anzi no, a Donetks si tremava dal freddo). Tutto l'opposto del calcio baroniano. Poi, dopo la pausa tisana, Ancelotti butta dentro un diavoletto immortale e il Milan torna paradisiaco come gli si addice in Champions. Vabbè, domanda stupida, vi diciamo subito di chi si tratta: quel diavolo di un attaccante è Filippo Inzaghi, tanto per cambiare. E lui cambia la partita con due timbri e un assist per Kakà. 62 volte Superpippo europeo. Da lassù Liedohlm, rientrato dalla passeggiata, non si sarà certamente perso la sua doppietta: tra uomini record (quello di Gerd Muller è a 7 lunghezze) ci si intende.

domenica 23 settembre 2007

4^ di campionato: Milan-Parma 1-1 Seedorf, Pisanu

Se non è Champions non è Milan
Fiorentina, Siena, ieri sera il Parma: mettiamoci sopra un'altra X. Dopo il terzo pareggio consecutivo in campionato sarebbe troppo facile dire che i rossoneri in Italia si deprimono mentre in Europa si esaltano. Ma l'Italia non è mica in Europa? Ancelotti dia ripetizioni di geografia ai suoi.