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domenica 17 febbraio 2008

23^ di campionato: Parma-Milan 0-0

Milan ad altezza Fiore. Per ora
Mille e non più mille. Non è il caso di Capitan Maldini, che da qui fino a giugno qualche altra partita sopra i tre zeri la disputerà ancora. E' l'unica notizia lieta in casa rossonera. Perchè oltre all'ennesima occasione perduta per scavalcare la Fiorentina, bisogna segnalare l'epidemia-infortuni che, dopo Pato e Ronaldo, ieri ha flagellato anche Dida. Ecco la somma algebrica di un caso che di matematico ha ben poco ma che di comico ne ha molto: colpo della strega, più freddo pungente, più poltroncina scomoda, uguale uscita in barella. Il tutto avviene a fine primo tempo e rigorosamente in panchina. Stranezze, ironie di una sorte, quella di Dida, che prende sempre più le sembianze di un cattivo scherzo. Diciamo pure noioso. Petardi, buffetti, paperissime. Fino alla notte delle streghe. Mah! Kalac è in forma-Buffon e non si tocca. L'altra buona notizia dopo i tre zeri di Paolino eterno.

domenica 23 dicembre 2007

17^ di campionato: Inter-Milan 2-1 Pirlo, Cruz, Cambiasso

Inter, buon Natale. Firmato Dida
"Nelson Nelson, Dida Dida". Tutto il Meazza in coro per lui, solo per lui. Ma, altro che standing-ovation. Il suo nome scandito a gran voce dai tifosi neroazzurri ha un suono più stridente di una secchiata di fischi. Cambiasso raccoglie la difettosa respinta di Maldini, fa partire un destro così così, Dida fa ancora peggio e si scaraventa esattamente dalla parte opposta, come se lo facesse apposta. Magari lo avesse fatto apposta. Almeno si avrebbe una spiegazione plausibile all'ennesimo imbarazzo che il portiere brasiliano non si è risparmiato di creare alla sua società neppure dal tetto del mondo. Finisce 2-1 per l'Inter. Che ringrazia e si porta sul Monte Bianco con due turni d'anticipo. Tempo di regali? No, per Dida e colleghi rossoneri è già tempo di scendere dall'Everest.

mercoledì 3 ottobre 2007

2° turno di Champions League: Celtic-Milan 2-1 McManus, Kakà (r), McDonald

Da McDonald boccone amaro per il Milan
Il petardo, quello dell’Euroderby 2005, non fu una carezza. Ma la carezza scozzese no, non è un petardo. Lui respinge (male) il tiro di Brown e fa recapitare sul destro di McDonald il pallone letale del 2-1. Lui simula (male) di essere sul punto dell’estrema unzione quando un tifoso festante entra in campo e alla Pierino gli rifila un buffetto alla mascella. Che fa male, tanto male. O almeno così lui fa sembrare. Lui, Nelson Dida, ha fatto bene una sola cosa: con la sceneggiata da moribondo è riuscito a far dimenticare che il Milan di questi tempi è più nero che rosso. Una dimenticanza che però dura pochi minuti. Perché poi, svanito il dolore (per la sberla, meglio, per la sberla della sconfitta), tutti si ricordano che c’è qualcosa che proprio non va in questa squadra, in campionato e ora anche in Champions. Il mal di stomaco continua. Non solo da McDonald.