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mercoledì 27 agosto 2008

Hai voluto la bicicletta?

Adesso sono proprio cavoli suoi. Adesso non ci sono più scuse. Adesso Ancelotti deve vincere il campionato. Punto. Così ha ordinato Galliani, così vogliono i tifosi rossoneri. Perché Carletto tra le mani ha l'oro, anzi tre palloni d'oro: Kakà, Ronaldinho e il figliol prodigo Shevchenko. Un attacco completato da Pato, un attacco più da fantascienza che da Fantacalcio. Senza dimenticare Seedorf (in forma smagliante) e Borriello (in fase di recupero) e Pippo Inzaghi. Con tutto questo traffico là davanti si capisce perché Paloschi ha preso la strada per Parma (ceduto in comproprietà). Può quindi guardare avanti con ottimismo Ancelotti, perché l'arrivo di Senderos lo fa sentire con le spalle coperte in una difesa che potrebbe diventare orfana di Oddo, dato fra i papabili partenti: secondo l'Equipe, il Milan avrebbe dato l'ok per il trasferimento del terzino al Lione, resterebbe da capire se in prestito o a titolo definitivo. A centrocampo invece l'indiziato a fare le valige è Brocchi: lo vuole la Lazio. Col mercato in uscita quasi ultimato, a Milanello i pensieri sono rivolti unicamente alla prima di campionato contro il Bologna a San Siro. Anche se, a quattro giorni dal pronti via, alcuni dubbi persistono e provengono dai protocolli di Milan Lab: se Gattuso e Inzaghi hanno recuperato dai rispettivi acciacchi e sono arruolabili per domenica, lo stesso non si può dire di Nesta, Kakà e Borriello che oggi hanno proseguito il lavoro di recupero all'interno della palestra. Il primo a rientrare fra i tre è il brasiliano, atteso dopo la sosta del campionato a metà settembre. Dubbi non tanto fisici quanto psicologici sono quelli legati a Ronaldihno, che i tifosi sognano di vedere in campo già domenica. L'ex di Barcellona è tornato da Pechino un po' affaticato ma soprattutto deluso per una medaglia di bronzo che gli sta stretta quanto il buco di un imbuto. Ma Ancelotti sembra intenzionato a schierarlo dal primo minuto a fianco di Pato e Seedorf. Poi quando torneranno Kakà e Borriello, e Sheva avrà raggiunto una forma fisica accettabile, in attacco ce ne sarà per tutti i gusti. A Carletto il compito di trovare il mix più gustoso. Cavoli suoi.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 27 agosto 08)

mercoledì 2 luglio 2008

Saldi e soldi

Sabato a Milano iniziano i saldi, tranne in via Turati. Perché sui sogni Adebayor e Ronaldinho non ci sono sconti. E si sa, i sogni o non hanno prezzo o hanno prezzi impossibili. Impossibili per il Milan, non certo per Chelsea e Barcellona che, pur di avere il bomber togolese, sembrano pronti a fare un bonifico di circa 30 milioni di euro a favore dell'Arsenal. Cifra pazzesca secondo Adriano Galliani, per il quale Adebayor rimane, per ora, un sogno proibito. Proibito come Ronaldinho, il suo girovita sempre più generoso e, soprattutto, i suoi 15 milioni di ingaggio annuo che il Milan non sarebbe mai disposto ad offrire al giocatore. L'asso brasiliano intanto potrebbe aver trovato l'America: dai Los Angeles Galaxy è giunta l'offertissima di un contratto fra i tre e i cinque anni più un compenso da urlo di 18 milioni a stagione. Galliani invece ragiona low cost e l'alternativa ai sogni infranti si chiama Luis Fabiano, che continua a snobbare le offerte di rinnovo proposte dal Valencia. Tramonta anche il sogno rossonero di riportare a casa Shevchenko, che tornerebbe volentieri in Italia ma a Genova, sponda blucerchiata. Il problema è l'ingaggio annuo dell'ucraino, che al Chelsea percepisce 9 milioni di euro. O si riduce notevolmente la busta paga, o Sheva non si godrà il mare ligure. Tra sogni e speranze ecco gli affari fatti: il Bologna abbraccia Cristian Zenoni dalla Samp, l'Atalanta fa suo Valdes dal Lecce. Primo giorno di scuola rosanera per Davide Lanzafame, approdato al Palermo proprio mentre il ds Foschi passa il testimone a Walter Sabatini, ex Lazio. Lazio che, secondo il quotidiano argentino Ole', avrebbe acquistato il 23enne Mauro Boselli dal Boca Juniors per 3 milioni di euro. Il Manchester City ha preso Jò dal Cska Mosca: il 21enne attaccante brasiliano libera così Rolando Bianchi, erede designato di Borriello nei piani di Enrico Preziosi che lo rivorrebbe a tutti i costi al Genoa. Notte viola per Vargas: il terzino peruviano passa dal Catania alla Fiorentina (contratto di cinque anni). Stasera dormirà a Firenze, domani si sveglierà alla corte di Prandelli. Sogni che si avverano.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 2 luglio 08)

lunedì 5 maggio 2008

Superpippo agli Europei farebbe bella figura

Già che ci sono ne aggiungano un'altra. L'hanno preparata per Alessandro Del Piero, la preparino anche per lui. E a Donadoni gliela infilino nel taschino. Anzi no, gliela appiccichino sulla fronte: quelli della Panini farebbero proprio una gran cosa, una giusta campagna per Superpippo agli Europei. Poi il ct sfogli l'album in libertà, ma intanto se la ritroverà lì, tra le pagine dedicate alla Nazionale Italiana, la figurina di Filippo Inzaghi sorridente e orgoglioso dei suoi 289 gol da professionista. Altobelli, dall'alto dei suoi 298, cominci a tremare. Anche perchè il numero 9 del Milan, capace a 33 anni di scaraventare in panchina un giovane rampante come Pato di soli 18, non ha mica intenzione di fermare la propria marcia. 9 reti in 5 gare di campionato. La perla ieri nel derby, tanto per dire che, cari cugini, non è qui la festa.

La festa la fa lui per la sua novantanovesima volta in rossonero: Iva Zanicchi lo inviti a girare la ruota e intoni "cento, cento" che manca poco. Molto invece si dice di Superpippo. Che non sia lui che cerca il gol, ma sia il gol che cerca lui. Che sia brutto da vedere (nel modo di giocare, s'intende), ma sia bello sotto porta. Che non sia capace di dribblare neppure uno sgabello, ma che il suo limite lo sposti sempre più in là (certo però che oltre Gerd Muller ci chiediamo cosa ci sia altro ancora da bramare). Che sia come il governo Prodi, basta uno starnuto e giù con le chiappe a terra con tanto di rigore. Che talvolta, anzi spesso, anzi sempre, sia egoista, ma che le sue prodezze facciano il bene della squadra. Donadoni, per il suo bene (contrattuale) e quello della Nazionale, ci faccia più di un pensierino e porti Inzaghi in Austria e in Svizzera: farà un figurone.



(pubblicato su www.lab.iulm.it)
Anche Enzo Palladini di Sport Mediaset tifa per Inzaghi agli Europei: leggi il suo articolo

domenica 4 maggio 2008

36^ di campionato: Milan-Inter 2-1 Inzaghi, Kakà, Cruz

Inzaghi-Kakà e l'Inter ritira i pasticcini
Eh no, a vedersi i cugini celebrare sotto il naso il loro terzo (o secondo?) scudetto consecutivo a champagne e pasticcini il Milan non ci stava proprio. Unire l'utile (pigliare la Champions facendo oplà sulla Fiorentina sfiancata dagli scozzesi giovedì scorso e impegnata oggi al Sant'Elia contro un Cagliari bramoso di punti salvagente) al dilettevole (posticipare di sette giorni i riti dionisiaci di Moratti) era la mission impossible segnata in agenda. Missione che diventa improvvisamente possibile quando Inzaghi di testa sua e Kakà di piattone invitano Julio Cesar a saltellare sotto la Sud. E poco importa se da fermo Cruz ipnotizza Kalac e la sua barriera schierata a presepe. Finisce 2-1. Mentre champagne e pasticcini finiscono nel frigor.

domenica 24 febbraio 2008

24^ di campionato: Milan-Palermo 2-1 Bresciano, Ambrosini, Inzaghi

Inzaghi-Palermo, questione di testa
Fa strano dirlo, ma per Inzaghi si tratta del suo primo gol in questo campionato. E poiché se non è decisivo Pippo non è del tutto contento, eccolo allora pienamente accontentato: al 91’, quando l'ufficio stampa rossonero già pensa a come dare un'interpretazione buonistica all’ennesimo pareggio casalingo, Gourcuff gli regala un traversone coi fiocchi e lui, vincendo come sempre la personale sfida col fuorigioco, traduce di testa l'aggancio al benedetto quarto posto in condominio con la Fiorentina. Il Palermo è diventato la miglior medicina per guarire i guai fisici di Superpippo, che stasera si è lasciato alle spalle un mese di tormenti al piede destro: in Milan-Palermo dell'ottobre 2005, dopo un grave infortunio al ginocchio che lo costrinse alla tribuna per quasi tutto l'anno, Inzaghi subentrò nel secondo tempo a Gilardino, come stasera. E sotto la Sud segnò in tuffo di testa la rete della vittoria, esattamente come stasera. Fa strano dirlo ma è proprio così: ogni volta che Superpippo vede il Palermo a domicilio, il suo ritorno in campo è rosa. E nero per i siciliani.

mercoledì 13 febbraio 2008

Recupero della 16^ di campionato: Milan-Livorno 1-1 Pulzetti, Pirlo (r)

Milan, il sorpasso non s'ha da fare
Non ci sono parole. Stavolta non trovano posto nemmeno le ironie sul suo addome generoso. Viene da domandarsi come mai la sfiga non si sfufi di abbattersi sempre sui soliti noti. Per questi clienti rapiti dal destino si dice "presi di mira". Infatti una volta centrato il bersaglio, mobile o immobile che sia, la sfiga sa dove ritrovarlo. E stasera la sfiga il suo bersaglio preferito l'ha trovato ancora. Lì, mentre stacca in area per colpire di testa un pallone crossato. Lo chiamano Fenomeno. Fenomeno sì, ma di sfiga, titolano i giornali. Troppo facile quindi rivedere nelle lacrime del Ronaldo accasciato davanti alla porta di Amelia le lacrime del Ronaldo all'Olimpico in Coppa Italia contro la Lazio nel 2000. Così ti viene in mente tutta la sfilza di infortuni e infortunini, anche stupidi ed incomprensibili, come quella lesione del muscolo semitendinoso del bicipite della coscia sinistra (già a leggere la diagnosi ti viene mal di testa) durante l'innocua presentazione della nuova maglia l'estate scorsa. Come il destro otto anni fa, ora anche il ginocchio sinistro, fatto di cristalli Swarosky, va in frantumi. Troppo facile scrivere "Per Ronaldo carriera finita". Soprattutto dopo che da anni quasi tutti lo davano per finito, questo doppio Pallone d'oro che però, tra sprazzi di classe rinata e pomate per capelli da ricrescere, stava tornando lentamente "Ronaldo". Invece ancora quel rumore. Ancora quell'urlo di dolore. E poi ancora quel silenzio. Davvero non ci sono parole.

mercoledì 30 gennaio 2008

Recupero della 15^ di campionato: Reggina-Milan 0-1 Gilardino

Il Milan sale con Gila re di Reggio
Tra gli sbadigli di metà settimana ci sono i tre acuti di Gattuso travestito alla Kakà. Ma soprattutto c'è la capoccia di Gilardino che risponde presente alla chiamata di Pirlo: la Reggina si fa fuori così. Poi poco altro, se non la traversa timbrata dallo stesso Pirlo che chiude di fatto una gara senza sussulti. Ma il Milan stavolta non spreca il bonus dei match di recupero (manca il Livorno). Così il posticipo contro la Fiorentina, ora distante 7 punti, diventa lo spartiacque per indirizzare o meno i rossoneri verso la Champions. Domenica sera non sono ammessi sbadigli o addirittura colpi di sonno. Per non uscire fuori strada.

mercoledì 16 gennaio 2008

Coppa Italia, ottavi di ritorno: Catania-Milan 1-1 Vargas, Paloschi

Ancora Paloschi, ma passa il Catania
Perchè della Coppa Italia ad Ancelotti e sudditi, senza troppi giri di parole, non frega proprio un bel niente, sennò avremmo potuto assaporarci ancora per qualche partitella il talento del baby Paloschi, che dal cognome credi sia ceco, ucraino, russo o giù di lì. Invece è italianissimo e per il fiuto del gol ricorda Inzaghi. Buon per il Milan, che nell'ultimo decennio dalla primavera non ha mai estrapolato nulla di sfizioso. La vetrinetta sbiadita della coppa nazionale serviva solo a testare giovani interessanti. Ora che dalla vetrina i rossoneri sono usciti, a Paloschi non rimane che fare shopping con il coscritto Pato. E aspettarlo fuori dal negozio. Ah, Paloschi di nome fa Alberto, come Gilardino, suo assist-man stasera. Da Alberto ad Alberto. Le cose sotto porta cambieranno in un futuro lontano?

domenica 23 dicembre 2007

17^ di campionato: Inter-Milan 2-1 Pirlo, Cruz, Cambiasso

Inter, buon Natale. Firmato Dida
"Nelson Nelson, Dida Dida". Tutto il Meazza in coro per lui, solo per lui. Ma, altro che standing-ovation. Il suo nome scandito a gran voce dai tifosi neroazzurri ha un suono più stridente di una secchiata di fischi. Cambiasso raccoglie la difettosa respinta di Maldini, fa partire un destro così così, Dida fa ancora peggio e si scaraventa esattamente dalla parte opposta, come se lo facesse apposta. Magari lo avesse fatto apposta. Almeno si avrebbe una spiegazione plausibile all'ennesimo imbarazzo che il portiere brasiliano non si è risparmiato di creare alla sua società neppure dal tetto del mondo. Finisce 2-1 per l'Inter. Che ringrazia e si porta sul Monte Bianco con due turni d'anticipo. Tempo di regali? No, per Dida e colleghi rossoneri è già tempo di scendere dall'Everest.

lunedì 1 gennaio 2007

Rino o Ringhio è sempre lui

Gennaro Ivan Gattuso è nato a Corigliano Calabro il 9 gennaio 1978. Dal ’99 gioca nel Milan, con cui ha vinto uno scudetto, due Champions League, due Supercoppe europee, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. Titolare della Nazionale italiana (con la quale ha debuttato nel 2000), è diventato Campione del Mondo ai Mondiali di Germania 2006. Ha militato anche in Perugia, Glasgow Rangers e Salernitana. Centrocampista incontrista e di sostanza, fa dell’ardore agonistico e della esistenza atletica le sue armi migliori, tanto da essere stato soprannominato “Ringhio”. Gli amici lo chiamano più affettuosamente “Rino”.