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giovedì 28 agosto 2008

Tutti dentro!

Sarebbe un po' come stravolgere i massimi sistemi del mondo. Ma se potesse, altro che il modulo di gioco: Ancelotti cambierebbe volentieri le regole del gioco. Il gioco del calcio, che fin dalla notte dei tempi si disputa in 11 e che invece, dal giorno del ritorno di Shevchenko, Carletto rivoluzionerebbe allargando il numero dei partecipanti magari a 15. Così in campo ci butterebbe dentro tutti i suoi attaccanti, senza lasciar fuori nessuno e facendo la felicità dei tifosi alle prese in questi giorni con un appassionatissimo toto-punte per capire chi tra Ronaldinho, Pato, Shevchenko, Seedorf e Inzaghi giocherà domenica contro il Bologna. In questo esubero di campionissimi, Kakà (che rientrerà solo dopo la sosta di campionato a metà settembre), Borriello (ancora in fase di recupero dopo l'operazione al menisco) e Paloschi (ceduto al Parma), rappresentano tre imbarazzi in meno. Ma i piacevoli dubbi restano. Perché, messo provvisoriamente in soffitta l'adorato albero di Natale che sembrava non conoscere stagione, nel nuovo e spregiudicato 4-2-3-1 di Ancelotti c'è posto per ben quattro attaccanti. E l'intenzione dell'allenatore è di esordire in campionato, equilibri permettendo, proprio con questo modulo alla Real Madrid. Crescono le quotazioni di Ronaldinho, che in allenamento dispensa entusiasmo ed è tornato da Pechino in buona forma. Non si può dire lo stesso di Pato, col morale basso per un bronzo che gli sta stretto e con qualche chilo di troppo. Shevchenko deve ancora trovare una condizione fisica accettabile. Condizione raggiunta invece da Inzaghi. Per non parlare di Seedorf, in forma da urlo. E allora largo alla fantasia, con una linea offensiva a 3 composta da Ronaldinho, Seedorf e Pato dietro l'unica punta Inzaghi. Oppure, se proprio all'ultimo la nostalgia dell'albero di Natale prendesse il sopravvento, Ronaldinho e Seedorf in appoggio a Inzaghi o Sheva. Adesso che il Milan è stato raggiunto dal Boca sulla vetta dei club più titolati al mondo, è giusto che Ancelotti sprema tutta la sua fantasia. Per far sì che campionato e Coppa Uefa non rimangano dei sogni.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 28 agosto 08)

Strane voglie

A Milanello non pretendono di certo che scatti come Usain Bolt. Ma quei chiletti di troppo messi su da Pato durante il soggiorno olimpico preoccupano non poco Ancelotti. Se il problema fosse solo il pancione, Milan Lab avrebbe già trovato la soluzione, come con Ronaldo e Ronaldinho. Ma il problema del 18enne brasiliano è anche e soprattutto nella testa: il suo apparecchio non luccica più come al suo arrivo in rossonero un anno esatto fa. Il Papero è triste, psicologicamente con le ali a terra perché quella medaglietta di bronzo conquistata a Pechino gli sta così stretta quasi da strozzarlo. E gli girano pure i cosiddetti ripensando al ct Dunga che, durante la rassegna, prima lo ha schierato titolare poi lo ha spedito in panca senza troppi convenevoli. Con Kakà pronto non prima di metà settembre, Emerson che lavora a testa china, Dida abbacchiato perchè Abbiati ormai i pali glieli ha scippati definitivamente, di musi lunghi brasiliani a Milanello ce ne sono fin troppi. E allora l'entusiasmo arriva tutto da Ronaldinho, tornato da Pechino con un pizzico di delusione per l'oro mancato, certo, ma con una voglia matta di riscatto. Una voglia matta a cui la nostra redazione ha dedicato uno speciale (disponibile da domani) che ripercorre la carriera del fenomeno gaùcho fin dai suoi inizi. Dihno sta bene, segna in partitella, scalpita per un posto da titolare domenica contro il Bologna a San Siro. Ci spera pure Shevchenko, voglioso di smentire chi lo dà per finito. Guardate un po'. Seedorf sembra dirgli scherzosamente "Ma te la senti di giocare ancora?" E Sheva: "Scherzi? Guarda come sono in forma!" Sia lui che Pato non scatteranno come Usain Bolt. Ma chissenefrega: per Ancelotti l'importante è che scattino e basta.

(srv Studiosport - edizione 13 e All Sport News del 28 agosto 08)

mercoledì 27 agosto 2008

Tutto pronto

"Oggi è stata una giornata importante a Milanello, una giornata che ha visto il ritorno di Kakà e Borriello sul terreno di gioco. I due infatti hanno sì continuato a lavorare a parte rispetto al gruppo, ma sono tornati a correre e a svolgere esercizi fuori dalla palestra. Kakà sarà a disposizione di Ancelotti dopo la sosta di campionato a metà settembre, tempi più lunghi invece per Borriello. Da registrare anche il lavoro differenziato effettuato da Philippe Senderos, al primo allenamento in rossonero, e quello di Gianluca Zambrotta. Alla partitella 11 contro 11 a tutto campo hanno partecipato regolarmente anche Gattuso e Inzaghi, totalmente recuperati dai rispettivi acciacchi e fra i convocati per la prima di campionato contro il Bologna a San Siro. E domenica, per la gioia dei tifosi rossoneri, Ancelotti potrebbe schierare il tandem offensivo Shevchenko-Ronaldinho. Sul brasiliano c'erano dubbi più piscologici che fisici: l'ex di Barcellona è tornato da Pechino affaticato ma soprattutto deluso per una medaglia di bronzo che gli sta un po' stretta. Ma Ancelotti sembra intenzionato a farlo esordire a fianco di Sheva per ridare così entusiasmo a tutto l'ambiente rossonero".

(collegamento telefonico in diretta da Milanello per Serie A News del 27 agosto 08)

Hai voluto la bicicletta?

Adesso sono proprio cavoli suoi. Adesso non ci sono più scuse. Adesso Ancelotti deve vincere il campionato. Punto. Così ha ordinato Galliani, così vogliono i tifosi rossoneri. Perché Carletto tra le mani ha l'oro, anzi tre palloni d'oro: Kakà, Ronaldinho e il figliol prodigo Shevchenko. Un attacco completato da Pato, un attacco più da fantascienza che da Fantacalcio. Senza dimenticare Seedorf (in forma smagliante) e Borriello (in fase di recupero) e Pippo Inzaghi. Con tutto questo traffico là davanti si capisce perché Paloschi ha preso la strada per Parma (ceduto in comproprietà). Può quindi guardare avanti con ottimismo Ancelotti, perché l'arrivo di Senderos lo fa sentire con le spalle coperte in una difesa che potrebbe diventare orfana di Oddo, dato fra i papabili partenti: secondo l'Equipe, il Milan avrebbe dato l'ok per il trasferimento del terzino al Lione, resterebbe da capire se in prestito o a titolo definitivo. A centrocampo invece l'indiziato a fare le valige è Brocchi: lo vuole la Lazio. Col mercato in uscita quasi ultimato, a Milanello i pensieri sono rivolti unicamente alla prima di campionato contro il Bologna a San Siro. Anche se, a quattro giorni dal pronti via, alcuni dubbi persistono e provengono dai protocolli di Milan Lab: se Gattuso e Inzaghi hanno recuperato dai rispettivi acciacchi e sono arruolabili per domenica, lo stesso non si può dire di Nesta, Kakà e Borriello che oggi hanno proseguito il lavoro di recupero all'interno della palestra. Il primo a rientrare fra i tre è il brasiliano, atteso dopo la sosta del campionato a metà settembre. Dubbi non tanto fisici quanto psicologici sono quelli legati a Ronaldihno, che i tifosi sognano di vedere in campo già domenica. L'ex di Barcellona è tornato da Pechino un po' affaticato ma soprattutto deluso per una medaglia di bronzo che gli sta stretta quanto il buco di un imbuto. Ma Ancelotti sembra intenzionato a schierarlo dal primo minuto a fianco di Pato e Seedorf. Poi quando torneranno Kakà e Borriello, e Sheva avrà raggiunto una forma fisica accettabile, in attacco ce ne sarà per tutti i gusti. A Carletto il compito di trovare il mix più gustoso. Cavoli suoi.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 27 agosto 08)

venerdì 8 agosto 2008

Parla lui

In casa rossonera è difficile capire se fa più male la pesante sconfitta rimediata contro il Chelsea oppure il ginocchio di Kakà i cui tempi di recupero predicano cautela. Sul caso del fantasista operato al menisco il 23 maggio scorso potrebbe partire addirittura una polemica interna destinata poi ad allargarsi ai medici della Federcalcio brasiliana, un po' come accadde con la vicenda-Ronaldo. Ma Clarence Seedorf assicura che si tratta di due faccende ben diverse: "Ricky è intelligente, sa gestirsi bene, e credo che prenderà tutto il tempo necessario per riprendersi al 100% e mettersi poi a disposizione della squadra e fare quel che ha sempre fatto". Kakà, quindi, non puo' rischiare di giocarsi la carriera. Carriera, quella di Seedorf invece, che non può essere messa in discussione dall'arrivo di Ronaldinho. Perchè avere in squadra un altro campione non può che rendere il Milan più competitivo: "In passato ho detto sempre che un giocatore come Ronaldinho è un giocatore con cui avrei voluto giocare da tanto tempo. Io avevo espresso solo una mia opinione, e cioè che il Milan avrebbe avuto bisogno di un altro tipo di rinforzo, poi tutti vorrebbero avere Ronaldinho, ho detto anche queste parole, giusto?". Capitolo difesa: la prestazione della difesa rossonera è stata a dir poco imbarazzante. Ma per Seedorf le partite importanti sono ben altre, anche se l'amichevole di domani contro il Manchester City arriva puntuale per voltare subito pagina: "Dispiace perdere le partite in generale, sapendo che l'importante è essere a posto dal 31 in poi: io credo che il discorso sia come abbiamo perso contro il Chelsea".

Guarda il servizio sul sito di Sport Mediaset

(srv All Sport News dell'8 agosto 2008)

mercoledì 23 luglio 2008

No tu no

Se non fosse stato per un Rocchi ancora estraneo alle trame azzurre, là davanti il triangolo sì, lo avremmo considerato: i fenomeni tascabili Rossi e Giovinco scoiattolano nella difesa rumena dimostrando di essere già in forma olimpica, mentre il fuoriquota laziale fa il gatto di marmo e in pagella si becca un laconico non pervenuto. Così, ieri sera a Pistoia contro la Romania, nell'ultimo test in vista dei Giochi, Casiraghi si deve accontentare di un trio offensivo che funziona per due terzi (con Rossi che al 39' sugli sviluppi di un corner fa tutto da solo e infilza Tatarusanu) e una retroguardia che perde i sensi solo a 4 minuti dal tutti sotto la doccia, quando Stancu approfitta del lapsus di Coda e Criscito per pareggiare i conti. Nessun campanello d'allarme però: l'Italia Olimpica è in forma (il 7 agosto si fa sul serio contro l'Honduras) e con quei due pargoli laggiù, che uno sopra l'altro non fanno neppure 3 metri e mezzo ma che sommati sono più devastanti di un tir, c'è da stare tranquilli. Molto meno tranquilli sono i club che non sanno a che santo votarsi pur di trattenere i propri campioni scalpitanti per Pechino. Dopo Eto'o e Kakà (che sorride a denti stretti a Milanello) ecco i casi eclatanti di Drogba (che il Chelsea dichiara infortunato), di Robinho (che non è riuscito a piegare il Real nemmeno a lacrime) e soprattutto di Diego, che il Werder Brema vuole addirittura denunciare al Tribunale Arbitrale dello Sport, a cui spetta l'ultima parola su ogni tipo di vertenza. Diego però è un Under ed è libero di raggiungere la nazionale verdeoro: il Tas potrebbe stravolgere le regole. In dubbio olimpico anche Leo Messi: il Barca sta patteggiando con la federazione argentina. Pechino senza le stelle del calcio? Noi ci mandiamo Giovinco e Rossi: sono piccoli come lucciole ma illuminano uno stadio intero.

(srv Studiosport - edizione 13 del 23 luglio 08)

domenica 20 luglio 2008

Staffettao

A Milanello si sono dati il cinque, si sono abbracciati e si sono detti due o tre paroline dolci in brasiliano. Ronaldinho e Kakà, nella sala biliardo del ritiro rossonero, hanno cominciato la loro avventura alla corte di Ancelotti. Il Pallone d'oro è tornato in anticipo, bella sorpresa per tutto il Milan. Ed è stata una bella festa, fenomeni a confronto con Pato, il trio delle meraviglie. Per due giorni sarà così. Poi si daranno ancora il cinque, si saluteranno e si diranno "imbocallupo e arrivederci a fine agosto" sempre e rigorosamente nella lingua madre. Kakà a Dinho dirà pure "beato te che vai a Pechino". Già, perché se il Pallone d'oro in carica le Olimpiadi se le guarderà da casa, dopo l'operazione di maggio al ginocchio sinistro, Ronaldinho (insieme a Pato) la rassegna a cinque cerchi se la vivrà sul campo. Insomma, per un brasiliano che arriva ce ne è uno che se ne va. Ma la staffetta tutta carioca non è quella abbozzata dal Guardian, che oggi ha lanciato la superbomba di un Chelsea pronto a versare nelle casse rossonere 79.3 milioni di sterline (tradotto: 100 milioni di euro) per pigliarsi Kakà. Addirittura, secondo il quotidiano britannico, la trattativa sarebbe già avviata. Vittorio Mentana, team manager del Milan, ha prontamente smentito a nome dei vertici societari il tam-tam di voci e vocizzuole, ribadendo l'incedibilità del giocatore sul sito web ufficiale. Tutto secondo copione: anche il Chelsea, dopo il Real Madrid, deve rassegnarsi. C'è da dire però che gli assalti al 26enne brasiliano da parte dei club in grado di permettersi souvenir a 5 o 6 zeri sono ormai all'ordine del giorno e non fanno quasi più notizia. Di certo, il Milan ha provveduto a blindare il suo fuoriclasse garantendogli un ingaggio da superstar. Per respingere ogni tentazione. E l'arrivo anticipato di Kakà in ritiro dice abbastanza. Fin troppo.

(srv All Sport News del 19 luglio 08)

sabato 19 luglio 2008

Vendesi

Vabbè che è come se fosse la sua nuova casa e a Milanello lo ospiterebbero tutte le notti per coccolarselo fino all'ultimissimo briciolo di giornata. Ma è giusto che abbia una casetta tutta sua e quindi, trovato il Milan dopo tanto sospirare, da ieri Ronaldinho sta cercando anche un appartamento. Meglio se in zona San Siro, meglio ancora se vicino agli altri brasiliani. A questo ci penserà la sorella Dayse. Così il Gaucho può andare alla ricerca del numero di maglia: Seedorf il 10 non lo molla tanto facilmente, al più rimangono la 11 e la 20. Dinho e l'olandese facciano bim bum bam entro mercoledì prossimo, quando il brasiliano salperà per Pechino con la Nazionale Olimpica verdeoro mentre i suoi nuovi compagni debutteranno in amichevole contro la Cremonese. Dopo il sì di Milan Lab, ieri Dihno ha dato qualche assaggio della sua classe in campo: classico torello (senza mai andare in mezzo), prove generali di sintonia con Inzaghi in partitella e un palo colpito. Per un brasiliano che arriva ce ne è uno che se ne va? Secondo il Guardian, quello con la valige in mano destinazione Londra sarebbe Kakà: il Chelsea avrebbe già avviato una clamorosa trattativa top secret col Milan offrendogli 100 milioni di euro. Il quotidiano britannico cita il consigliere personale del giocatore, Diogo Kotscho, secondo il quale la situazione è diversa da quella dello scorso anno, quando Galliani aveva respinto i 90 milioni proposti dal Real Madrid. All'ad rossonero tocca per l'ennesima volta smentire tutto. A meno che Kakà non abbia già consultato Sheva per trovare un bell'appartamentino a Londra.

(srv Studiosport - edizione 13 e All Sport News del 19 luglio 08)

giovedì 17 luglio 2008

No parti

"Ronaldinho adesso andrà alle Olimpiadi e sarà l'occasione per trovare la condizione giusta". Giusto in tempo per fargli gli onori di casa e già se lo vede sfilare dalle braccia. Eppure Ancelotti vede il bicchiere mezzo pieno: Ronaldinho nel grigiore di Pechino tornerà in forma splendente, perché un'esperienza con la Nazionale Olimpica da vivere fino in fondo vale più di venti amichevoli estive giochicchiate all'acqua di rose. Dinho partirà come fuoriquota insieme a Pato, arruolato in quanto Under 21. Ecco perchè al Papero il Milan non può dire "no tu no". Veto applicato invece su Kakà, che in Cina ci andrebbe a piedi. Sta di fatto che in Brasile il "mi dispiace ma non posso" da parte del 26nne Pallone d'oro viene visto come un tradimento nei confronti dei colori verdeoro. Ma forse non è questione di tradire o meno la madrepatria. Il problema (che riguarda alcuni club di serie A) è la tutela di ginocchia, polpacci, caviglie e quant'altro dei propri tesserati di spicco: il rischio di vedersi tornare un Kakà azzoppato dalla rassegna a cinque cerchi è sempre dietro l'angolo.
Se si tratta di fuoriquota, il club se le inventa tutte pur di trattenerlo. Fanno eccezione la Lazio, che ha concesso a Casiraghi le prestazioni di Rocchi, e l'Inter, che lascia Burdisso nelle mani del ct dell'Argentina Olimpica Sergio Baptista. Se si tratta invece di un Under, pazienza, imboccallupo e arrivederci a fine agosto: è il caso del Napoli, in ritiro a Burgenland senza gli argentini Lavezzi e Navarro, da lunedì scorso entrambi a Pechino. Dove c'è anche il nigeriano Obinna, classe '87, tesserato Chievo ma cartellino Inter.

Venendo agli azzurrini, la Juventus (con Giovinco e Marchisio) e il Palermo (con Nocerino preso proprio dai bianconeri e il portiere Sirigu) sono i club più rappresentati nell'Olimpica di Gigi Casiraghi. Che ringrazia per la disponibilità.

(srv All Sport News del 17 luglio 08)

domenica 4 maggio 2008

36^ di campionato: Milan-Inter 2-1 Inzaghi, Kakà, Cruz

Inzaghi-Kakà e l'Inter ritira i pasticcini
Eh no, a vedersi i cugini celebrare sotto il naso il loro terzo (o secondo?) scudetto consecutivo a champagne e pasticcini il Milan non ci stava proprio. Unire l'utile (pigliare la Champions facendo oplà sulla Fiorentina sfiancata dagli scozzesi giovedì scorso e impegnata oggi al Sant'Elia contro un Cagliari bramoso di punti salvagente) al dilettevole (posticipare di sette giorni i riti dionisiaci di Moratti) era la mission impossible segnata in agenda. Missione che diventa improvvisamente possibile quando Inzaghi di testa sua e Kakà di piattone invitano Julio Cesar a saltellare sotto la Sud. E poco importa se da fermo Cruz ipnotizza Kalac e la sua barriera schierata a presepe. Finisce 2-1. Mentre champagne e pasticcini finiscono nel frigor.

domenica 20 aprile 2008

34^ di campionato: Milan-Reggina 5-1 Kakà (r), Kakà (r), Barreto, Kakà, Inzaghi, Pato

Ancelotti ne voleva cinque? Accontentato
La linea da seguire l'aveva tracciata: Ancelotti ne voleva cinque? Eccolo accontentato: questa è solo la prima delle cinque vittorie che Carletto vuole da qui fino al giù il sipario, ma intanto si goda le cinque papine rifilate alla Reggina. Anche perchè quando Kakà fa il Pallone d'oro il Milan non può non mettere la quinta e nemmeno permettersi la quinta posizione. I viola corrono, i rossoneri ogni tanto. Contro gli aramanto hanno corso più o meno tutti. Pure Seedorf correva, più forte dei fischi, che almeno oggi si sono trasformati in applausi dopo alcune giocate degne della sua fama. Vabbè, poi c'è (te pareva) Inzaghi, che ha sempre fame di gol (il quinto in tre gare) ed è magro come un chiodo. Se fosse per lui rincorrerebbe il pallone anche oltre la linea. Lui sì che si mantiene in linea Champions.

sabato 5 aprile 2008

32^ di campionato: Milan-Cagliari 3-1 Kakà, Inzaghi, Conti, Inzaghi

Kakà-gliari e il Milan non balbetta
Torniamo a parlare dei soliti noti. Dei Kakà, degli Inzaghi. Buon per il Milan, che risale la china in zona Champions. Male per il Cagliari, che era appena risalito in A. E si torna a casa dolce casa: Milan batte San Siro 3-1 è notizia che fa specie in una stagione dove i rossoneri hanno elemosinato molto di più bussando alla porta delle case altrui che giochicchiando sul tappeto del propria cameretta. Allora stasera non roviniamo la festa e chiudiamo un occhio sullo spettro di Dida che avvolgeva la sagomona di Kalac. Semmai riaccendiamo i riflettori impolverati su Kakà tornato con il turbo e su Inzaghi tornato con la scossa. Insomma, torniamo a parlare dei soliti noti.

domenica 16 marzo 2008

28^ di campionato: Roma-Milan 1-2 Kakà, Giuly, Vucinic

Tre minuti e la Roma non fa la stupida
Non ci piace ragionare con i se. Ma se Cicinho non avesse raggiunto il pallone strozzato da Seedorf e destinato a ruzzolare oltre la linea di porta, saremo qui a celebrare un “colpaccio-Milan a Roma”. Ma siccome la regola “gol sbagliato uguale gol subito” se non è matematica poco ci manca, capisci perché Giuly e Vucinic (ancora lui, come all’andata) fanno due calcoli e in 180 secondi ne fanno due a Kalac. Giochi male, vai sotto, poi vinci. Dimostrazione euclidea dell'eccellente momento giallorosso. Per questo il Manchester e Cristiano Ronaldo fanno un po' meno paura. Al Milan rimane la magra consolazione di aver disputato la sua più bella partita della stagione. Tu pensa le altre.

domenica 9 marzo 2008

27^ di campionato: Empoli-Milan 1-3 Pato, Buscè, Ambrosini, Kakà

L'Euromilan non è a capolinea
Quando Buscè a due aliti da Kalac replica a Pato cinque minuti dopo il momentaneo vantaggio rossonero, viene da pensare che i postumi della notte passata a farsi sedurre dai giovani Gunners si trascineranno per tutto il resto della stagione: altro che vincere le dodici finaline! Poi Ambro fa di testa sua e Kakà si ricorda che con i tiri da fuori si corre qualche metro in meno e si porta a casa qualche gol in più. Il 3-1 a Empoli dice che il Milan è stanco, vecchio, austero, noioso. Insomma, ce le ha proprio tutte. Ma dice anche che non molla mai. E che sedersi in quarta fila (vedi la Fiorentina che si lascia sgambettare dal Siena) non è come andare su Plutone.

lunedì 3 dicembre 2007

Kakà vincitore del Pallone d'oro 2007


Il più forte del mondo sei tu.
Dopo Rivera, Gullit, Van Basten, Weah e Shevchenko non potevi che andarci tu a Parigi. Perchè non potevi che ritirarlo tu il Pallone d'oro 07. Ronaldo (Cristiano, ovviamente) e Messi possono attendere. Ricardinho, tu no. Tu non potevi attendere. E' da ormai 4 anni che fai cose pazzesche. Peccato solo che il tuo trionfo venga un po' oscurato dalle prestazioni mediocri dei tuoi compagni in campionato. Domani però torna la Champions. E sai perfettamente come qui la musica cambi (sarà l'inno, sarà il pallone a stelle, un giorno me lo spiegherai). C'è la pratica-primo posto da sbrigare contro quel Celtic che la scorsa stagione hai silurato agli ottavi con un coast to coast dei tuoi. E poi via in Giappone, per quello che hai definito l'obiettivo che ti manca per coronare un anno da favola: la Coppa Intercontinentale (o Mondiale per club, come la chiamano i moderni). Allora, forza ragazzi. Aggiungiamo l'oro all'oro.
Così che tu, Bambino d'oro-Kakà, possa splendere come meriti.

domenica 25 novembre 2007

13^ di campionato: Cagliari-Milan 1-2 Acquafresca, Gilardino, Pirlo

Gila-Pirlo, Cagliari ribaltato
Perchè se dopo 3 minuti è già doccia di Acquafresca, dopo 90 i rossoneri vanno sotto la doccia sorridenti grazie a Bonera che salva sulla linea e rimette sull'acqua calda. Perchè se Kakà per la prima volta inciampa su rigore, Pirlo per l'ennesima non inciampa su punizione. Perchè se Ronaldo finalmente c'è e (ogni tanto) si vede, Gilardino c'è ma si vede (al momento giusto) solo quando è chiamato a correggere l'erroraccio di Lopez. C'è sempre un perchè. Anzi no. 4 vittorie in trasferta, 0 a San Siro: perchè se fuori c'è il sole, in casa continua a piovere?

martedì 6 novembre 2007

4° turno di Champions: Shaktar Donetks-Milan 0-3 Inzaghi, Kakà, Inzaghi

Inzaghi mette il Milan al calduccio
Scommettiamo che Nils Liedohlm, durante il primo tempo, se ne sia andato a fare un giretto per i campi del paradiso del calcio, talmente era annoiato? Sì, perché la partita contro lo Shakthar fino al quarantacinquesimo minuto sembrava un inferno senza fiamme: spettacolo fatti vedere, gioco senza brividi (anzi no, a Donetks si tremava dal freddo). Tutto l'opposto del calcio baroniano. Poi, dopo la pausa tisana, Ancelotti butta dentro un diavoletto immortale e il Milan torna paradisiaco come gli si addice in Champions. Vabbè, domanda stupida, vi diciamo subito di chi si tratta: quel diavolo di un attaccante è Filippo Inzaghi, tanto per cambiare. E lui cambia la partita con due timbri e un assist per Kakà. 62 volte Superpippo europeo. Da lassù Liedohlm, rientrato dalla passeggiata, non si sarà certamente perso la sua doppietta: tra uomini record (quello di Gerd Muller è a 7 lunghezze) ci si intende.

domenica 7 ottobre 2007

7^ di campionato: Lazio-Milan 1-5 Ambrosini, Mauri, Kakà (r), Kakà, Gilardino, Gilardino

In un Milan a forza 5 riemerge Gilardino
Toh, chi si rivede. Non segnava dalla magica notte di semifinale di Champions in cui la stella del Manchester veniva spenta definitivamente da quella sua fuga solitaria fra le braccia di Van der Sar: destro in corsa, 3-0 ed esultanza con gli indici rivolti verso il cielo, come fa Kakà. Copyright violato (c'è una vera e propria cultura sulla maniera di festeggiare un gol e i giocatori sono gelosissimi della propria), ma chi se ne frega: ben venga che Gila fotocopi il brasiliano, se non nei gol, almeno nel modo di gioire. Tradotto: l'importante è che la metta dentro. Traduzione sospesa per sei mesi. Poi, dall'onda rossonera a forza 5 che ha travolto l'Olimpico biancoceleste, ecco Gila riemergere ed imitare Kakà: doppietta per entrambi, giorno della liberazione per Alberto. Che però non ha esultato alla Kakà. Ma chi se ne frega.

...e un grazie rossonero va a lui...
Gimme five, Muslera!
La coppia Stendardo-Cribari non è certo l’invalicabile limes dell’impero romano: per mettere il naso oltre il confine prima e il sedere sul trono poi, i barbari ci misero due secoli. Per resuscitare Gilardino ed incoronarlo re per una notte (non per una notte soltanto, si augurano i tifosi milanisti), Fernando Muslera ci ha messo una mezz’ora e tutto il suo imbarazzante repertorio: tre interventi suicida e l’Olimpico biancoceleste si sgretola dal di dentro. Al 13’ rovina sulle ginocchia di Gilardino ma viene graziato dal duetto arbitro-guardalinee. E’ il presagio del suicidio. Tre minuti dopo dall’out di sinistra Ambrosini si domanda: crosso o tiro? Muslera gli toglie ogni dubbio: prego, tira pure. Perché lui intanto esce dall’area piccola e se ne va a caccia di vampiri in questa sua notte horror: la cometa tracciata dal centrocampista rossonero lo scavalca e dagli spalti grandinano fischi. Al 32’ Gilardino si rifà vivo dalle sue parti, Muslera lo butta giù: stavolta niente sconti, è rigore, Kakà trasforma. Non solo gite fuori porta per l’estremo difensore di Montevideo, ma anche tunnel che nemmeno i più appassionati sostenitori della Tav sognano: Kakà ci passa dentro come un espresso e siamo 3-1. Poi Gila, il re barbaro, cammina sopra le macerie dell’area laziale e la doppietta della resurrezione è servita.
Il Milan bussa, Muslera spalanca. Povero Fernando Muslera, il portiere con il biberon (ha da poco compiuto 21 anni). E’ giunto ad agosto a Roma in fretta e furia dal Nacional Montevideo per sostituire Carrizo (mancato per colpa del sangue svizzero che scorre nelle sue vene) e per non far rimpiangere il dinosauro Peruzzi (in profumo Milan). Lotito lo ha strappato alla concorrenza di Inter, Juventus, Arsenal e Benfica sborsando 3 milioni di euro. Per lui aveva garantito Daniel Fonseca, affascinato dalle sue imprese in Coppa Libertadores. Forse quelle imprese le ha lasciate in Sudamerica. Ieri sera il giovanissimo numero uno laziale non avrà vissuto un’esperienza inedita (“mi è già successo di prendere molti gol in una sola partita, devo solo adattarmi alla A il più presto possibile), ma di certo nei panni di un naufrago travolto da un’onda forza 5 non ci era mai stato. Gimme five, Muslera.