Visualizzazione post con etichetta Juventus. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Juventus. Mostra tutti i post

venerdì 22 agosto 2008

Che noia, beviamoci sopra

A dire il vero, di birra in corpo nessuna delle tre ha dimostrato di averne molta. Ma se proprio bisogna brindare a 10 giorni dall'inizio del campionato, a farlo è la Juventus, che nel triangolare del Trofeo Birra Moretti batte ai rigori Napoli e Milan davanti ai 50mila presenti al San Paolo.
Si parte con Juventus-Napoli. E partono subito forte le ambizioni di Amauri, che a fare il vice-Del Piero o Trezeguet proprio non ci sta. Così, nel primo minitempo, l'ex-palermitano manda due messaggi chiari a Ranieri: al 10' risponde signorsì al cross di Rossi ma la capocciata è fuori misura; 4 minuti dopo, entra in area ma la trattenuta di Rinaudo importuna il suo destro facilitando il compito a Iezzo. Niente da fare per Amauri. E nemmeno per Rinaudo, che al 26' sale in cielo ma a porta sguarnita riesce nell'impresa di recapitare la palla agli angeli. Finisce 0-0, perché in chiusura De Zerbi (su punizione) e Giovinco (in percussione) alla porta fanno il solletico e nulla più. Ai rigori, Chimenti para su De Zerbi e Vitale e regala la vittoria alla Juve. Gli uomini di Reja sfidano così il Milan, che in attacco si affida alla coppia Inzaghi-Paloschi. Mentre al 5' il 18enne bisticcia col pallone che non rimbalza come lui vorrebbe e spara alto, il Napoli ne approfitta per andare a stuzzicare Dida. Ma Maggio prima e Russotto poi hanno pietà per il portiere brasiliano che non si esime dalle solite figuracce. Non ha pietà e fa un figurone invece Paloschi al 44': cross di Viudez (subentrato a Inzaghi) e gol di testa: Milan batte Napoli 1-0.
L'ultima sfida vede ancora Ranieri di fronte ad Ancelotti, come al Trofeo Berlusconi. E come vuole l'attuale legge rossonera dell'alternanza fra i pali, Dida fa posto a Kalac. Se al pronti via è reattivo su Amauri, 5 minuti più tardi l'australiano viene graziato da Tiago ma soprattutto da Pasquato, che da posizione di penalty spedisce direttamente su Marte. Poi i ritmi si spengono sullo 0-0 e ai rigori vince la Juventus 5-4. Il Moretti-12esima edizione va per la sesta volta ai bianconeri. Che brindano al campionato ormai alle porte.

Guarda il servizio sul sito del TG5

(srv TG5 - edizione notte/mattina del 21 luglio 08)

mercoledì 20 agosto 2008

L'altro azzurro

Tra la foto di Fabio che solleva la Coppa del Mondo a Berlino e quella, sempre di Fabio, che si coccola il Pallone d'oro a Parigi, mamma e papà Cannavaro erano già pronti con chiodo e martello ad appendere alla parete il quadretto che ritrae il secondogenito Paolo al suo debutto con la maglia dell'Italia il 13 ottobre scorso. Peccato che a Siena, nell'amichevole contro il Sudafrica, l'allora ct Donadoni non gli regalò nemmeno un minuto di campo, così il quadretto della sua prima presenza nella Nazionale Maggiore rimarrà nel cassetto finché Lippi non si accorgerà di lui. Aspettando l'azzurro Italia, Paolo Cannavaro si gode l'azzurro Napoli, un Napoli tornato in Europa dopo 14 anni e che domani al Trofeo Birra Moretti, in un San Paolo gremito, farà le prove generali di campionato contro Juventus e Milan: "Siamo messi bene in tutti i reparti, sono certo che faremo grandi cose. Insomma, sono ottimista". A Napoli hanno ancora negli occhi la magica serata del 27 ottobre scorso, 3-1 dei partenopei sulla Juve. Capitan Cannavaro, domani sera, vuole la replica: "E' stata una partita fantastica che ricordiamo ancora con emozione. Speriamo di ripeterci domani".

(srv Studiosport - edizione 13 e All Sport News del 20 luglio 08)

martedì 12 agosto 2008

Al botteghino vinco io

Come sono lontani i tempi in cui le tessere piovevano dal cielo come coriandoli a Carnevale. I tempi di Maradona per intenderci, quando lo stadio San Paolo ogni domenica straripava di 70mila abbonati. Nella piramide degli introiti delle società la sottoscrizione dell'abbonamento da parte del tifoso equipaggiato di sciarpa e bandiera occupa ormai gli ultimi gradini. Ma se poi in Italia sbarca uno alla Maradona, la voglia di tornare allo stadio si riaccende: il 16 luglio scorso, giorno dell'arrivo di Ronaldihno al Milan, la sede di via Turati faceva il pieno di 5.230 tessere in sole 24 ore.
E oggi conta oltre 36mila tessere, 2mila in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando i rossoneri erano freschi campioni d'Europa. Il brasiliano coi dentoni attrae non solo più della coppa dalle orecchie a sventola ma anche dello sguardo ombroso di Mourinho: in questo derby delle tessere, l'Inter è sotto, con 30.280 abbonamenti (persino in calo di 225 unità rispetto all'anno scorso).
Da Milano a Torino, dove tra Juventus e Toro non c'è storia nonostante in città il tifo prevalente sia quello granata: se i bianconeri sono a quota 17.770 (700 tessere in più dell'estate passata) e si avviano verso fine campagna, il Toro ha chiuso la fase di prelazione solo venerdì scorso e oggi conta 12.400 abbonati, con un decremento di 500: segno che le due ultime stagioni anonime hanno un po' deluso i tifosi.
A Genova non te lo aspetti: nonostante non ci sia più Borriello ad infiammare la Nord, Genoa batte Sampdoria 18.500 a 18.200. Ci si aspettava di più dal club blucerchiato, forti dell'effetto Cassano che ha rinnovato il contratto con Garrone; mancano però solo 59 tessere per eguagliare il numero di sottoscrizioni dell'anno scorso.
Nella Capitale, la Roma è stabile sulle 28.000 sottoscrizioni come 12 mesi fa, mentre la Lazio a sorpresa, coi tifosi concentrati solo sul campionato (gli uomini di Delio Rossi sono infatti fuori da qualunque competizione europea), impenna a 21.000 abbonamenti: lo scorso anno, con la squadra in Champions, erano 14.000. Fare un pronostico al botteghino è difficile quanto prevedere ciò che accade sul campo. Le campagne abbonamenti chiudono il 31 agosto o in alcuni casi nelle prime settimane di settembre. Quel che è certo è che le tessere comunque non piovono più a dirotto come ai tempi di Maradona.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 12 agosto 08)

sabato 2 agosto 2008

Gentile vendetta

Avrebbe venduto l'anima al diavolo pur di sfidare il suo passato. Ma a pochi giorni della gara decisiva del 19 maggio con l'Inter (ultimo turno di campionato), Hector Cuper viene cacciato dal presidente del Parma Ghirardi, che poche settimane prima lo aveva arruolato per compiere il miracolo salvezza (miracolo che, puntualmente, non avviene). Ma se il patron gialloblù non gli ha permesso di prendersi la rivincita contro quei colori nerazzurri che ha guidato per 2 anni e mezzo, a regalargli questa opportunità sarà, curiosamente, una Nazionale: Hector Cuper è il nuovo ct della Georgia e il 10 settembre prossimo, per la prima delle qualificazioni mondiali, incontrerà l'Italia, la nuova Italia di Marcello Lippi, quel Lippi che il 5 maggio 2002 era allenatore della Juve e che a Udine (mentre l'Inter si suicidava a Roma contro la Lazio), passava 2-0 e vinceva lo scudetto. Inoltre, Italia-Georgia si giocherà proprio Udine: ironia della sorte. E siamo certi che Cuper andrà a stringere la mano a Lippi, come minimo, talmente è educato. Lo sa bene il patron del Betis Siviglia Pepe Leon, che lo ha definito "Il Gentiluomo" per le sue buone maniere. Ma puoi essere cortese finché vuoi che, nel calcio tanto garbo serve ben poco a vincere: Cuper (alla guida del Betis la scorsa stagione) racimola solamente 11 punti in 14 partite della Liga e il patron biancoverde (che dall'allenatore argentino si sarebbe aspettato meno educazione e più vittorie) il 12 dicembre gli dà il benservito. Cuper torna poi in Italia a maggio, per la breve e sfortunata esperienza col Parma. L'ex allenatore di Maiorca, Valencia, Inter e appunto Parma è diventato più famoso di Napoleone per via di quell'apocalittico 5 maggio: il gentiluomo non aspetta altro che il 10 settembre per stringere la mano a Lippi. Ma stavolta da vincitore.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 2 agosto 08)

Riassumendo

Riassunto dell'ultimo capitolo della Ronaldissea. Sulla rotta verso Madrid, il protagonista Cristiano Ronaldo perde il suo miglior alleato ma anche il suo miglior nemico, così che il vento contrario dei giorni passati d'un tratto diventa favorevole, e il fustaccione portoghese può raggiungere la sua nuova isola felice in meno di una settimana. L'alleato era il presidente della Fifa Blatter che, dopo aver difeso Ronaldo e tutti quei giocatori che come lui sarebbero schiavi dei contratti esosi offerti dai club, ora dichiara che nella faccenda Ronaldo-Manchester-Real non vuole più metterci il becco. Il miglior nemico era l'allenatore dei Red Devils Ferguson, che se fino a ieri prometteva di ostruire con le maniere forti la partenza dell'attaccante (minacciandolo persino di tenerlo in panca per tutta la stagione che verrà), oggi (come riporta quotidiano spagnolo AS edizione on-line), comincia ad arrendersi all'immagine di un Ronaldo vestito di blanco. Col Real il portoghese ha già raggiunto un accordo preliminare che, in parole povere, dice così: se non ci fai il tuo autografo sul contratto (quinquennale da 7 milioni di euro a stagione), ci paghi 15 milioni di multa. La Ronaldissea è ormai al capitolo finale.
Riassunto dell'epopea Thuram, giunta invece già ai titoli di coda. Il mondo del calcio è come una famiglia per l'ex difensore di Monaco Parma Juventus e Barcellona e primatista di presenze con la Nazionale francese (142) con cui ha vinto la Coppa del Mondo nel '98 e la Coppa 'Europa nel 2000. Ma la sua famiglia, quella vera, è ben altra cosa, e gli ha chiesto di smettere col pallone dopo l'ipertrofia al cuore rilevata dalla visita medica di giugno, ultimo step prima della firma col Paris Saint Germain, di cui avrebbe voluto diventare il nuovo Maldini. Il fratello Antonio fu stroncato da un infarto nel '94 in un campo di basket, Lilian ribadisce però che non si tratta di malattia genetica. Ma forse la sua famiglia ha comunque ragione: per non rischiare, meglio chiudere qui l'epopea Thuram.


(srv Studiosport e All Sport News del 2 agosto 08)

venerdì 1 agosto 2008

Urna dolce urna

Che sia in Slovacchia o in Finlandia, se non si tratterà di una spensierata gitarella agostana poco ci manca: l'urna di Nyon ha offerto alla Juventus un sorteggio amico, molto amico. Ovvio che Claudio Ranieri inviti i suoi alla prudenza e al rispetto dell'avversario, il cui nome sarà reso noto al termine della sfida di ritorno del secondo preliminare di Champions: la sfida è tra i finlandesi del Tampere United e gli slovacchi dell'Artmedia Bratislava. Molto probabilmente la Juve se la vedrà con l'Artmedia, capace all'andata d'imporsi 3-1 in Scandinavia e ultimo ostacolo per i bianconeri prima del ritorno in Champions. Sorteggio amico, appunto, tenendo conto di un paio di accoppiamenti a dir poco infuocati (vedi Schalke 04-Atletico Madrid e Galatasaray-Steaua Bucarest). L'unica preoccupazione semmai è quella di affrontare avversari piu' avanti nella preparazione: l'Artmedia, possibile rivale quindi il 12 o 13 agosto a Torino per la sfida di andata, ha già disputato due gare di campionato. Poco importa: una Juve che in attacco può puntare su gente come Del Piero, Amauri, Trezeguet e Iaquinta e soprattutto su una voglia matta di riprendere il discorso Champions interrotto due anni fa dalle sentenze di Calciopoli, va sul sicuro. Anche perchè gli avversari veri, quelli da caratura Champions, sono ben altri. A partire dall'Arsenal, che la Juve affronterà nella prima amichevole della tournee londinese (a seguire i match con l'Amburgo e, dulcis in fundo, coi campioni d'Europa e di Inghilterra del Manchester). Quell'Arsenal che nel marzo 2006 eliminò la Juventus allora guidata da Capello (2-0 agli Emirates Stadium e 0-0 al Delle Alpi), per l'ultima apparizione bianconera nella massima competizione europea. Quell'Arsenal da cui riprendere il discorso Champions. Contro i Gunners Ranieri è intenzionato a riproporre la coppia offensiva di Dortmund Amauri-Iaquinta, con Del Piero e Trezeguet pronti ad entrare nella ripresa. Sulla fascia destra, Marchionni (in rete anche lui venerdì scorso) è favorito su Camoranesi, ancora non in piena forma. Salihamidzic e Cristiano Zanetti continuano a lavorare a parte.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 1 agosto 08)

Patente di campione

Immaginate Balotelli e Paloschi a colloquio con Pablo Picasso e scoprirete che i due giovanotti di Inter e Milan, classe 1990, hanno una filosofia di vita esattamente opposta a quella dell'artista spagnolo: se il maestro della pittura del XX secolo sosteneva che "per diventare giovani ci si mette molto tempo", gente come Balotelli e Paloschi, gente del XXI secolo, per diventare giovani (e in gamba) di tempo ce ne hanno messo anche fin troppo poco. Prendete l'attaccante interista che, a sole 72 ore dal suo esordio in serie A, il 19 dicembre scorso contro la Reggina centra la sua prima doppietta. Oppure prendete l'attaccante milanista, che gettato nella mischia da Ancelotti contro il Siena, a nemmeno 20 secondi dal suo ingresso tramuta il primo pallone palpato in A in un fulmine che secca Manninger e regala una vittoria insperata ai rossoneri. E Scusate se oltre Balotelli e Paloschi, 18 anni compiuti da pochi mesi, in Italia ci sono altri neo-maggiorenni che, dopo la patente, ora hanno fretta di lasciare la Primavera e prendere la licenza del campione. Vedi Davide Santon, difensore della primavera dell'Inter (lui la classe 90 l'ha sfiorata per un paio di giorni - è nato il 2 gennaio 1991) che nella prima uscita stagionale contro gli arabi dell'Al-Hilal sgroppava sulla destra come un pony e che (Maicon avvisato, mezzo salvato) Mourinho vede tra due anni come uno dei terzino più forti d'Italia. Vedi i centrocampisti juventini Fausto Rossi (scoperto da Ciro Ferrara) e Albin Ekdal (svedese, 19 anni compiuti 4 giorni fa) che al Trofeo Tim giostravano in mezzo come due veterani. Vedi l'attaccante della Lazio Ettore Mendicino (nel quale Delio Rossi ripone molta fiducia) e il fantasista del Siena Forestieri, italiano di origine argentina, un oriundo che presto potrebbe seguire le orme di Camoranesi in Nazionale. Tenete d'occhio questi palloncini d'oro: sono giovani, bravi e non perdono tempo.

(srv Studiosport - edizione 13 e All Sport News del 1 agosto 08)

martedì 29 luglio 2008

Non muoverti

David Trezeguet resta alla Juve. Figuriamoci dopo il suo ritorno al gol ieri al Trofeo Tim. Il presidente della Juventus Cobolli Gigli mette la riparo l'attaccante francese dagli assalti del Barcellona, in visita stasera a Firenze non tanto per giocarsi l'amichevole con i viola quanto per proseguire ancor più da vicino il corteggiamento alla punta bianconera, con 30 milioni di euro cash pronti per essere estratti dal taschino. Una cifra che in realtà ai bianconeri farebbe comodo per pigliarsi in un sol colpo il degno sostituto di un Trezeguet col muso lungo dopo l'arrivo prepotente di Amauri e un centrocampista di qualità da affiancare a Poulsen.
Dopo l'infortunio di Materazzi, l'Inter si tiene stretto Burdisso, autore del primo gol dell'era Mourinho. Ma per il difensore argentino fa pressione la Fiorentina: l'offerta si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Va bene Muntari, ma i neroazzurri sperano ancora in Quaresma: 17 milioni più Pelè è quanto messo sul piatto da Branca, ma il Porto fa orecchie da mercante.
In casa Milan, dopo Ronaldihno, potrebbe arrivare un altro sudamericano: è l'uruguayano Tabarè Viudez, talentuoso centrocampista del Defensor Sporting di Montevideo e Nazionale Under 20, che secodno il presidente del Defensor Fernando Sobral sarà in Italia nelle prossime ore per sostenere le visite mediche con il club di via Turati.
Bernardo Corradi è un giocatore della Reggina. L'accordo è stato raggiunto con il Manchester City: l'attaccante ha risolto il contratto con gli inglesi e ha firmato per una stagione con gli amaranto a titolo definitivo.


(srv All Sport News del 30 luglio 08)

Trofeo Tim Story

C'è chi in spiaggia si porta il romanzo-mattone da cinquecento pagine, c'è chi vuole fare prima e dello stesso romanzo si legge il bigino. Ecco, i calciofili che non hanno la pazienza di aspettare fino all'ultima settimana di agosto si godono puntualmente ogni estate il Trofeo Tim, che riassume in una sola notte il meglio del calcio italiano. Inter, Juventus, Milan: sempre e solo loro, le bellocce della serie A, che da ormai otto anni sfoggiano l'esagerazione di una sessantina di scudetti in questo triangolare diventato una classica fra le amichevoli di precampionato.

Amichevole sì, ma non troppo. Perché poi in realtà ce se le dà di santa ragione. Osservate cosa accadeva nell'agosto 2002: Davids e Contra se ne fregano della censura e in Milan-Juve del Trofeo Tim-seconda edizione (vinta dall'Inter di Cuper, reduce dal fatale 5 maggio) scambiano lo stadio Nereo Rocco di Trieste per un ring che nemmeno il Tyson sceso dal letto col piede sbagliato. Questo è un esempio, il più eclatante e il più deplorevole, ma quando hai di fronte le tue eterne rivali non c'è amichevole che tenga. Ed è pure l'occasione per convincere l'allenatore a puntare su di te non appena si farà sul serio. Peccato che certe promesse se ne vadano in letargo a settembre.

Vedi un certo Christian Vieri che, appena passato dall'Inter al Milan, nel Tim 2005 (disputato ancora a Trieste) mette a segno ben due rigori (il primo annullato) contro la Juve di Capello, l'esatta metà delle reti che collezionerà in rossonero. Come dire, le amichevoli servono anche per rimpilzare il bottino. Oppure, sempre in casa rossonera, vedi un certo Fatih Therim che, arrivato da Istanbul con la fama di Imperatore, vince la prima edizione del Tim ma a gennaio, dopo una serie di prestazioni deludenti in campionato, viene rispedito con le orecchie basse in Turchia. O ancora (stavolta Inter parlando) Oba Oba Martins, che nel 2003 a suon di capriole regala il trofeo ma non altrettante gioie a Cuper durante la stagione che conta.

Il Tim mantiene fin ora il prefisso di Milano: 5 edizioni (4 consecutive) ai nerazzurri, 2 ai rossoneri. La Juve è ancora all'asciutto, battuta lo scorso 14 agosto a San Siro dall'Inter di Mancini ai rigori e dal Milan di Ancelotti con il gol di Gilardino. Uno che quella sera sembrava divorare l'erba. Uno che poi, nonostante una decina di gol messi in fienile, nell'erba gelida dell'inverno milanese si è smarrito ed è andato a cercare fortuna da Prandelli a Firenze. Insomma, se aprite il bigino "Trofeo Tim" ci troverete il meglio del calcio italiano. Per le previsioni sul campionato che verrà, invece, leggetevi un manuale di chiromanzia.


(srv All Sport News del 29 luglio 08)

martedì 1 luglio 2008

Chi va piano...

E' un Cobolli Gigli cauto quello che commenta il mercato della sua Juventus prima di entrare in Lega. Cauto a tal punto da fare un netto passo indietro su Dejan Stankovic: il centrocampista serbo dell'Inter piace molto a Ranieri e società, non altrettanto alla tifoseria.
"L'opinione dei tifosi e' importante. Ne abbiamo preso atto, lo ha detto anche Blanc. Adesso ci sono tutta una serie di valutazioni da fare. E quindi Stankovic penso sia ancora
sotto esame ma pesa indubbiamente l'opinione dei tifosi
".
Non solo Stankovic: nel centrocampo bianconero che verrà, circolano da tempo i nomi di Xabi Alonso e Aquilani. Chi arriverà tra i due? Anche in questo caso Cobolli Gigli non si sbilancia.
"L'obiettivo è quello di rafforzare il centrocampo, in questo momento però veramente un nome preciso non c'è".

Certo è che Cigarini del Parma farebbe comodo a Ranieri che lo ha allenato in gialloblù.
"Ma non saprei, ho sentito voci che lo darebbero come uno dei nostri obiettivi di mercato. Ci sarebbero anche altri nomi in giro. Ma anche se queste voci fossero vere, mica le direi a voi..."
Intanto una certezza c'è ed è in difesa. Il giallo Knezevic, per il quale si è scatenato un derby infuocato col Toro, si è risolto: il croato è un giocatore della Juventus e ha sostenuto le visite mediche.
''Spinelli aveva detto che il giocatore sarebbe finito ad una delle prime quattro squadre italiane e ritengo che la Juve possa essere considerata fra
queste. Comunque è tutto risolto e ho apprezzato davvero tanto il fatto che il presidente del Torino Cairo abbia lasciato fuori la Juve da questa querelle''.
In avanti non servono ritocchi, così come nessuna punta lascerà Torino, tantomeno Trezeguet corteggiato dal Barcellona: appuntamento quindi a Pinzolo.
"Iaquinta ha detto "ci vediamo a Pinzolo", Amauri sta correndo ed è quasi in peso forma. Del Piero è in vacanza, Trezeguet sarà in ritiro. Non c'è mai stato alcun dubbio che il
francese rimanesse uno dei perni del nostro attacco. Di più cosa vogliamo
?"


(srv Studiosport - edizione notte e Seria A News del 1 luglio 08)

domenica 13 aprile 2008

33^ di campionato: Juventus-Milan 3-2 Del Piero, Inzaghi, Inzaghi, Salihamidzic, Salihamidzic

Decide Brazzo e Inzaghi è un'illusione
Ci pensa Brazzo a disilludere un Milan aggrappato ai redivivi Kakà e Inzaghi. L'età media rossonera, però, è quella che è, 32, e si sa che i vecchi sono saggi ma spesso un po' ammaccati. Se poi in difesa (orfana di Nesta e Kaladze) rientra d'urgenza Simic che non gioca dal paleolitico (e si vede da come si lascia fare la pernacchia da Del Piero), capisci che il ritmo delle grandi sfide il Milan non lo tiene più. Pippo regala il sogno olimpico con la seconda doppietta consecutiva, Bonera sveglia i suoi scegliendo lo stinco di Sissoko come souvenir da Torino, doppio Salihamidzic chiude il conto scippando di fatto al Milan l'ultimo posto Champions disponbile. Qualcuno, prima o poi, ci doveva pensare a pigliarlo.

sabato 1 dicembre 2007

14^ di campionato: Milan-Juventus 0-0

Buffon a porte chiuse, il Milan non passa
Che le porte di casa si aprissero proprio contro Signora Juventus era davvero troppo, visto che non si erano aperte nemmeno contro, facendo nomi a caso, Parma, Empoli, Torino (con tutto rispetto per queste squadre, ovviamente). Bene, il Milan trotterella in campo a porte chiuse perché Buffon ci mette il lucchetto a vita. Però c’è un però, a scagionare in parte Ancelotti e uomini. Quando Legrottaglie se ne va a caccia di pannoloni dentro l'area, trasformando in bermuda i calzoncini di Gilardino, verrebbe da dire e da dare rigore. Non lo dice né tanto meno lo dà Morganti, l’arbitro del sorriso, che ci ride sopra. Un modo alternativo e simpatico per continuare a tenere il Milan fuori dalla porta di casa.