venerdì 29 agosto 2008

B come Baby Paloschi

Se non è Davide contro Golia poco ci manca. Sta di fatto che al Tardini, nell'anticipo della prima giornata di serie B, il Rimini dell'esordiente Selighini riesce nell'impresa di bloccare sull'1-1 il favoritissimo Parma di Cagni. Che in A i padroni di casa se ne vogliano tornare il più presto possibile lo si capisce già nei primi 5 minuti, quando l'ex genoano Leon sfiora la traversa su punizione e Lucarelli fugge sulla trequarti concludendo però debolmente. Un Parma avanti tutta che subisce inevitabilmente i contropiede del Rimini con Docente (chiude Paci in scivolata) e Ricchiuti (destro alto), ma che alla mezz'ora non perdona l'ingenuità degli ospiti: al 30', su azione di corner, in area c'è il solito walzer di trattenute; l'arbitro Tagliavento vede quella di Milone su Lucarelli, calcio di rigore, che lo stesso centravanti ex Livorno trasforma per l'1-0 gialloblù. A due minuti dall'intervallo, però, l'improvvisa reazione del Rimini: dai 20 metri Bashà fa partire una cometa che sorprende Pavarini per l'1-1. A inizio ripresa Cagni getta nella mischia Paloschi al posto di Kutuzov. Il 18enne appena arrivato dal Milan in comproprietà si vede prima annullare un gol per fuorigioco dopo una discesa devastante di Reginaldo sulla destra, poi svanire una ghiotta occasione quando tra il suo colpo di testa e la rete c'è di mezzo un reattivo Agliardi. Alla mezz'ora, ancora Paloschi (che mostra una disinvoltura da veterano) cerca il vantaggio in mezzagirata e ancora Agliardi gli dice di no. L'ultimo sussulto è al 93' ed è sempre lo scatenato Paloschi a rendersi pericoloso ma, nonostante una prestazione eccellente, non riesce a pungere: sinistro fiacco. Tra Davide e Golia finisce 1-1. Il Rimini sorride, il Parma un po' meno.

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(srv Studiosport - edizione notte, All Sport News e TG5 edizione notte/mattina del 30 agosto 08)

giovedì 28 agosto 2008

Tutti dentro!

Sarebbe un po' come stravolgere i massimi sistemi del mondo. Ma se potesse, altro che il modulo di gioco: Ancelotti cambierebbe volentieri le regole del gioco. Il gioco del calcio, che fin dalla notte dei tempi si disputa in 11 e che invece, dal giorno del ritorno di Shevchenko, Carletto rivoluzionerebbe allargando il numero dei partecipanti magari a 15. Così in campo ci butterebbe dentro tutti i suoi attaccanti, senza lasciar fuori nessuno e facendo la felicità dei tifosi alle prese in questi giorni con un appassionatissimo toto-punte per capire chi tra Ronaldinho, Pato, Shevchenko, Seedorf e Inzaghi giocherà domenica contro il Bologna. In questo esubero di campionissimi, Kakà (che rientrerà solo dopo la sosta di campionato a metà settembre), Borriello (ancora in fase di recupero dopo l'operazione al menisco) e Paloschi (ceduto al Parma), rappresentano tre imbarazzi in meno. Ma i piacevoli dubbi restano. Perché, messo provvisoriamente in soffitta l'adorato albero di Natale che sembrava non conoscere stagione, nel nuovo e spregiudicato 4-2-3-1 di Ancelotti c'è posto per ben quattro attaccanti. E l'intenzione dell'allenatore è di esordire in campionato, equilibri permettendo, proprio con questo modulo alla Real Madrid. Crescono le quotazioni di Ronaldinho, che in allenamento dispensa entusiasmo ed è tornato da Pechino in buona forma. Non si può dire lo stesso di Pato, col morale basso per un bronzo che gli sta stretto e con qualche chilo di troppo. Shevchenko deve ancora trovare una condizione fisica accettabile. Condizione raggiunta invece da Inzaghi. Per non parlare di Seedorf, in forma da urlo. E allora largo alla fantasia, con una linea offensiva a 3 composta da Ronaldinho, Seedorf e Pato dietro l'unica punta Inzaghi. Oppure, se proprio all'ultimo la nostalgia dell'albero di Natale prendesse il sopravvento, Ronaldinho e Seedorf in appoggio a Inzaghi o Sheva. Adesso che il Milan è stato raggiunto dal Boca sulla vetta dei club più titolati al mondo, è giusto che Ancelotti sprema tutta la sua fantasia. Per far sì che campionato e Coppa Uefa non rimangano dei sogni.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 28 agosto 08)

Strane voglie

A Milanello non pretendono di certo che scatti come Usain Bolt. Ma quei chiletti di troppo messi su da Pato durante il soggiorno olimpico preoccupano non poco Ancelotti. Se il problema fosse solo il pancione, Milan Lab avrebbe già trovato la soluzione, come con Ronaldo e Ronaldinho. Ma il problema del 18enne brasiliano è anche e soprattutto nella testa: il suo apparecchio non luccica più come al suo arrivo in rossonero un anno esatto fa. Il Papero è triste, psicologicamente con le ali a terra perché quella medaglietta di bronzo conquistata a Pechino gli sta così stretta quasi da strozzarlo. E gli girano pure i cosiddetti ripensando al ct Dunga che, durante la rassegna, prima lo ha schierato titolare poi lo ha spedito in panca senza troppi convenevoli. Con Kakà pronto non prima di metà settembre, Emerson che lavora a testa china, Dida abbacchiato perchè Abbiati ormai i pali glieli ha scippati definitivamente, di musi lunghi brasiliani a Milanello ce ne sono fin troppi. E allora l'entusiasmo arriva tutto da Ronaldinho, tornato da Pechino con un pizzico di delusione per l'oro mancato, certo, ma con una voglia matta di riscatto. Una voglia matta a cui la nostra redazione ha dedicato uno speciale (disponibile da domani) che ripercorre la carriera del fenomeno gaùcho fin dai suoi inizi. Dihno sta bene, segna in partitella, scalpita per un posto da titolare domenica contro il Bologna a San Siro. Ci spera pure Shevchenko, voglioso di smentire chi lo dà per finito. Guardate un po'. Seedorf sembra dirgli scherzosamente "Ma te la senti di giocare ancora?" E Sheva: "Scherzi? Guarda come sono in forma!" Sia lui che Pato non scatteranno come Usain Bolt. Ma chissenefrega: per Ancelotti l'importante è che scattino e basta.

(srv Studiosport - edizione 13 e All Sport News del 28 agosto 08)

mercoledì 27 agosto 2008

Tutto pronto

"Oggi è stata una giornata importante a Milanello, una giornata che ha visto il ritorno di Kakà e Borriello sul terreno di gioco. I due infatti hanno sì continuato a lavorare a parte rispetto al gruppo, ma sono tornati a correre e a svolgere esercizi fuori dalla palestra. Kakà sarà a disposizione di Ancelotti dopo la sosta di campionato a metà settembre, tempi più lunghi invece per Borriello. Da registrare anche il lavoro differenziato effettuato da Philippe Senderos, al primo allenamento in rossonero, e quello di Gianluca Zambrotta. Alla partitella 11 contro 11 a tutto campo hanno partecipato regolarmente anche Gattuso e Inzaghi, totalmente recuperati dai rispettivi acciacchi e fra i convocati per la prima di campionato contro il Bologna a San Siro. E domenica, per la gioia dei tifosi rossoneri, Ancelotti potrebbe schierare il tandem offensivo Shevchenko-Ronaldinho. Sul brasiliano c'erano dubbi più piscologici che fisici: l'ex di Barcellona è tornato da Pechino affaticato ma soprattutto deluso per una medaglia di bronzo che gli sta un po' stretta. Ma Ancelotti sembra intenzionato a farlo esordire a fianco di Sheva per ridare così entusiasmo a tutto l'ambiente rossonero".

(collegamento telefonico in diretta da Milanello per Serie A News del 27 agosto 08)

Hai voluto la bicicletta?

Adesso sono proprio cavoli suoi. Adesso non ci sono più scuse. Adesso Ancelotti deve vincere il campionato. Punto. Così ha ordinato Galliani, così vogliono i tifosi rossoneri. Perché Carletto tra le mani ha l'oro, anzi tre palloni d'oro: Kakà, Ronaldinho e il figliol prodigo Shevchenko. Un attacco completato da Pato, un attacco più da fantascienza che da Fantacalcio. Senza dimenticare Seedorf (in forma smagliante) e Borriello (in fase di recupero) e Pippo Inzaghi. Con tutto questo traffico là davanti si capisce perché Paloschi ha preso la strada per Parma (ceduto in comproprietà). Può quindi guardare avanti con ottimismo Ancelotti, perché l'arrivo di Senderos lo fa sentire con le spalle coperte in una difesa che potrebbe diventare orfana di Oddo, dato fra i papabili partenti: secondo l'Equipe, il Milan avrebbe dato l'ok per il trasferimento del terzino al Lione, resterebbe da capire se in prestito o a titolo definitivo. A centrocampo invece l'indiziato a fare le valige è Brocchi: lo vuole la Lazio. Col mercato in uscita quasi ultimato, a Milanello i pensieri sono rivolti unicamente alla prima di campionato contro il Bologna a San Siro. Anche se, a quattro giorni dal pronti via, alcuni dubbi persistono e provengono dai protocolli di Milan Lab: se Gattuso e Inzaghi hanno recuperato dai rispettivi acciacchi e sono arruolabili per domenica, lo stesso non si può dire di Nesta, Kakà e Borriello che oggi hanno proseguito il lavoro di recupero all'interno della palestra. Il primo a rientrare fra i tre è il brasiliano, atteso dopo la sosta del campionato a metà settembre. Dubbi non tanto fisici quanto psicologici sono quelli legati a Ronaldihno, che i tifosi sognano di vedere in campo già domenica. L'ex di Barcellona è tornato da Pechino un po' affaticato ma soprattutto deluso per una medaglia di bronzo che gli sta stretta quanto il buco di un imbuto. Ma Ancelotti sembra intenzionato a schierarlo dal primo minuto a fianco di Pato e Seedorf. Poi quando torneranno Kakà e Borriello, e Sheva avrà raggiunto una forma fisica accettabile, in attacco ce ne sarà per tutti i gusti. A Carletto il compito di trovare il mix più gustoso. Cavoli suoi.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 27 agosto 08)

martedì 26 agosto 2008

Sorridi al Milan!

Se ci sono annate della vita che difficilmente si dimenticano, Philippe Senderos l'annata 2005/2006 non riesce ancora a levarsela dalla testa. Non ci riesce per il rimpianto di aver saltato, a causa di un infortunio, la finale di Champions League persa contro il Barcellona 2-1: forse, con lui al timone della difesa, il suo Arsenal non sarebbe affondato sotto i colpi di Eto'o e Belletti. E la vasca di rimpianti trabocca quando, almanacco alla mano, gli fai notare che in quell'edizione, alla voce gol subiti, per 10 partite di fila c'è uno zero tondo tondo. Record assoluto per la Champions. Un'impresa di cui Senderos, pilastro della retroguardia dei Gunners, fu uno degli artefici principali con chiusure e rilanci alla Franco Baresi. Impresa interrotta proprio in finale, che lui non giocò. Ha il viso corrucciato Philippe Senderos, ma non solo ripensando a quell'occasione mancata. 23 anni, svizzero di madre serba e padre spagnolo, se da un lato è un putpurrì di nazionalità così diverse fra loro, dall'altro Senderos è un tutto unico di quiete e riservatezza. O almeno questo sembra esprimere il suo sguardo sempre così bieco, un po' da cane bastonato. In campo però è lui a bastonare gli attaccanti che mettono il muso dalle sue parti e che si trovano al cospetto di un mister muscolo alto 1 e 90, un difensore ruvido ma dotato di buona tecnica (pure col vizio del gol). Nel 2003 Wenger chiede e ottiene dal suo club di prenderlo dal Servette appena maggiorenne e lo fa diventare uno dei difensori più forti della Premier. Senderos ha scelto la Svizzera come Nazionale (31 presenze), con cui ha partecipato ai Mondiali tedeschi e ai recenti Europei giocati in casa. Con gli elvetici fuori al primo turno, non c'è stato molto da ridere. Ma Philippe, visto il carattere, non avrebbe riso comunque.

(Studiosport - edizione 13 del 26 agosto e Serie A News e Calciomercato del 25 agosto 08)

venerdì 22 agosto 2008

Che noia, beviamoci sopra

A dire il vero, di birra in corpo nessuna delle tre ha dimostrato di averne molta. Ma se proprio bisogna brindare a 10 giorni dall'inizio del campionato, a farlo è la Juventus, che nel triangolare del Trofeo Birra Moretti batte ai rigori Napoli e Milan davanti ai 50mila presenti al San Paolo.
Si parte con Juventus-Napoli. E partono subito forte le ambizioni di Amauri, che a fare il vice-Del Piero o Trezeguet proprio non ci sta. Così, nel primo minitempo, l'ex-palermitano manda due messaggi chiari a Ranieri: al 10' risponde signorsì al cross di Rossi ma la capocciata è fuori misura; 4 minuti dopo, entra in area ma la trattenuta di Rinaudo importuna il suo destro facilitando il compito a Iezzo. Niente da fare per Amauri. E nemmeno per Rinaudo, che al 26' sale in cielo ma a porta sguarnita riesce nell'impresa di recapitare la palla agli angeli. Finisce 0-0, perché in chiusura De Zerbi (su punizione) e Giovinco (in percussione) alla porta fanno il solletico e nulla più. Ai rigori, Chimenti para su De Zerbi e Vitale e regala la vittoria alla Juve. Gli uomini di Reja sfidano così il Milan, che in attacco si affida alla coppia Inzaghi-Paloschi. Mentre al 5' il 18enne bisticcia col pallone che non rimbalza come lui vorrebbe e spara alto, il Napoli ne approfitta per andare a stuzzicare Dida. Ma Maggio prima e Russotto poi hanno pietà per il portiere brasiliano che non si esime dalle solite figuracce. Non ha pietà e fa un figurone invece Paloschi al 44': cross di Viudez (subentrato a Inzaghi) e gol di testa: Milan batte Napoli 1-0.
L'ultima sfida vede ancora Ranieri di fronte ad Ancelotti, come al Trofeo Berlusconi. E come vuole l'attuale legge rossonera dell'alternanza fra i pali, Dida fa posto a Kalac. Se al pronti via è reattivo su Amauri, 5 minuti più tardi l'australiano viene graziato da Tiago ma soprattutto da Pasquato, che da posizione di penalty spedisce direttamente su Marte. Poi i ritmi si spengono sullo 0-0 e ai rigori vince la Juventus 5-4. Il Moretti-12esima edizione va per la sesta volta ai bianconeri. Che brindano al campionato ormai alle porte.

Guarda il servizio sul sito del TG5

(srv TG5 - edizione notte/mattina del 21 luglio 08)

mercoledì 20 agosto 2008

L'altro azzurro

Tra la foto di Fabio che solleva la Coppa del Mondo a Berlino e quella, sempre di Fabio, che si coccola il Pallone d'oro a Parigi, mamma e papà Cannavaro erano già pronti con chiodo e martello ad appendere alla parete il quadretto che ritrae il secondogenito Paolo al suo debutto con la maglia dell'Italia il 13 ottobre scorso. Peccato che a Siena, nell'amichevole contro il Sudafrica, l'allora ct Donadoni non gli regalò nemmeno un minuto di campo, così il quadretto della sua prima presenza nella Nazionale Maggiore rimarrà nel cassetto finché Lippi non si accorgerà di lui. Aspettando l'azzurro Italia, Paolo Cannavaro si gode l'azzurro Napoli, un Napoli tornato in Europa dopo 14 anni e che domani al Trofeo Birra Moretti, in un San Paolo gremito, farà le prove generali di campionato contro Juventus e Milan: "Siamo messi bene in tutti i reparti, sono certo che faremo grandi cose. Insomma, sono ottimista". A Napoli hanno ancora negli occhi la magica serata del 27 ottobre scorso, 3-1 dei partenopei sulla Juve. Capitan Cannavaro, domani sera, vuole la replica: "E' stata una partita fantastica che ricordiamo ancora con emozione. Speriamo di ripeterci domani".

(srv Studiosport - edizione 13 e All Sport News del 20 luglio 08)

A tutta birra

Con questo Napoli tornato in Europa dopo 14 anni c'è più gusto contendersi il Trofeo Birra Moretti, giunto alla sua dodicesima edizione. Ancelotti infatti già sogna una finale di Coppa Uefa contro gli uomini di Reja: "Perchè no? Arrivare fino in fondo e incontrare il Napoli sarebbe bello. E' un augurio per loro e ovviamente per noi". Domani allo Stadio San Paolo il Milan prenderà il posto dell'Inter, vincitore dell'ultima edizione. Ma non è l'unica novità di questo prestigioso triangolare: ci sarà anche una telecamera che entrerà negli spogliatoi per consentire ai telespettatori di seguire in direttissima il prepartita, un po' come al Grande Fratello. E tocca alla Juventus svelare i suoi segreti. Una Juventus che però non nasconde di andare alla ricerca del riscatto dopo il pesante 1-4 rimediato contro il Milan al Trofeo Berlusconi. Poi tra 11 giorni inizia il campionato e non saranno più ammessi passi falsi. Intanto l'allenatore bianconero Ranieri si vuole godere la splendida cornice del San Paolo, sempre gremito per le grandi occasioni: "Tornare a Napoli è sempre bello, ho tanti amici qui. E poi i tifosi sono sempre così caldi e rendono questo stadio qualcosa di spettacolare". A Napoli hanno ancora negli occhi la magica serata del 27 ottobre scorso, anticipo della nona giornata, 3-1 degli azzurri sulla Juve. Ripensando a quella partita, capitan Cannavaro guarda alla sfida di domani sera con grande ottimismo: "Siamo attrezzati per fare bene sia in campionato che in coppa. E contro la Juve spero che giovedì finisca come l'ulitma volta, una serata fantastica".

(srv All Sport News del 20 luglio 08)

martedì 19 agosto 2008

In attesa di altre chiamate

6 6 6. Non è il numero del diavolo, ma sono i 6 ori, i 6 argenti e i 6 bronzi fin ora conquistati dall'Italia al secondo e ultimo giro di boa dell'Olimpiade di Pechino. E se 18 medaglie non sono un numero da paradiso (visto che le 65 vinte dagli Stati Uniti e le 61 dalla Cina sembrano roba dell'altro mondo) rappresentano comunque un motivo per gioire e andare fieri dei nostri campioni saliti sul podio. Un podio che fin ora si sta tingendo di rosa: è Tatiana Guderzo (bronzo nel ciclismo su strada) ad aprire la marcia trionfale tutta al femminile proseguita con Giulia Quintavalle (oro nel judo). Poi toccava alla leggenda vivente della scherma Valentina Vezzali (terzo oro olimpico nel fioretto individuale) che poi darà una mano alla Granbassi, alla Trillini e alla Salvatori per la conquista del bronzo a squadre. Chiara Cainero (oro nel tiro a volo) è impeccabile quanto Federica Pellegrini (oro nei 200 stile libero), la prima donna italiana a vincere il metallo più prezioso nelle vasche olimpiche. Non da meno gli uomini: ecco allora il bronzo di Salvatore Sanzo nel fioretto, quello di Montano, Tarantino, Pastore e Occhiuzzi nella sciabola a squadre e soprattutto l'oro di Matteo Tagliariol nella spada, che fa vedere ai francesi di essere lui il vero D'Artagnan: la scherma, si sa, è sempre stato il principale serbatoio di medaglie per l'Italia. Un'Italia trascinata dalle palate di Agamennoni, Galtarossa, Raineri e Venier (argento nel canottaggio) e sedotta dalla forza erculea di Andrea Minguzzi (oro nella lotta grecoromana) che solleva come un quaderno l'ungherese Fodor. 6 6 6: 18, fin ora, le medaglie azzurre, sperando che domenica diventino molte di più. Chissà che anche il diavolo non tifi per noi.

(srv TG4 del 18 agosto 08)

giovedì 14 agosto 2008

Felice e contento

Come è andata finire l'odissea Lampard, l'uomo indeciso tra le pioggerelline londinesi e la nebbia milanese? Ve lo dice l'amministratore delegato del Chelsea Peter Kenyon: "Con grandissima soddisfazione vi annuncio oggi che Frank ha accettato di firmare il nuovo contratto che lo legherà al Chelsea per i prossimi cinque anni". Per il sito ufficiale dei Blues quella di Lampard è proprio "La decisione giusta". Moratti e Mourinho devono farsene una ragione, quasi impietosa: il centrocampista inglese a Milano non solo non ci metterà piede quest'anno ma neppure il prossimo, quando il patron dell'Inter avrebbe potuto rapirlo a parametro zero. Ma tant'è. Lampard ha scelto l'usato sicuro, un usato che funziona benissimo da sette anni: "Sono davvero felice di aver accettato la proposta della società e di aver firmato il contratto. C'è voluto del tempo, ma alla fine siamo riusciti a trovare un accordo soddisfacente per entrambi. Qui al Chelsea ho vissuto sette anni fantastici e voglio essere parte importante anche per i prossimi cinque. La mia intenzione è di terminare la mia carriera a Londra". Tra i suoi perchè c'è anche la scomparsa della madre, stroncata da una polmonite nell'aprile scorso: tifosi e società gli sono stati accanto, lui non poteva tradirli. Così da Abramovich è arrivato anche il premio fedeltà: quinquiennale da 9 milioni e mezzo di euro lordi a stagione, praticamente il doppio di quello che percepiva fino a ieri. Un malloppo che lo piazza tra i giocatori più ricchi della Premier. Tutto bene quel che finisce meglio. Meglio per Frankie.

(srv All Sport News del 14 agosto 08)

mercoledì 13 agosto 2008

Affacciati alla finestra

Assorbita la batosta Tottenham, ora c'è il Frosinone (con capitan Totti di nuovo in campo dopo l'infortunio al ginocchio del 19 aprile) ed è ancora amichevole. Poi il tempo dei provini sarà scaduto e sul suo calendario Luciano Spalletti ha già segnato tre date, tre appuntamenti da non fallire: 24 agosto - Supercoppa contro l'Inter a San Siro, 31 agosto - prima di campionato contro il Napoli in casa, 1 settembre - chiusura del mercato. Ecco, Spalletti vorrebbe evitare di ridursi all'ultimo per avere quei benedetti rinforzi che da tempo chiede e che, qualora arrivassero già nei prossimi giorni, lui getterebbe volentieri nella mischia contro Inter e Napoli. Ma l'allenatore giallorosso ai microfoni di Roma Channel conferma la fiducia alla società. "Non sono preoccupato perchè sono sicuro che i rinforzi arriveranno. E comunque io mi fido ciecamente dei miei giocatori, gli stessi che hanno fatto bene l'anno scorso". I giocatori sono gli stessi della scorsa stagione, certo. Tranne Mancini. "E' vero, però voglio ricordare che abbiamo la finale di Coppa Italia anche senza Amantino. E poi non è mica andato via solo lui, è partito anche Giuly". Ma prima o poi un attaccante a Trigoria dovrà pur arrivare. Suazo dall'Inter, per esempio. "Suazo ci interessa, lo seguo attentamente da diverso tempo, ma a decidere se puntare su di lui o meno è la società". Poi c'è sempre il tormentone Julio Baptista. Ma, contrariamente a quanto trapelato da alcune agenzie, nessun dirigente romanista nelle ultime ore sarebbe volato a Madrid per portarsi a casa la Bestia. "Per dirigente intendi Pradè? Guarda, Pradè è là, affacciato alla finestra, lo vedi? A meno che non sia volato e sia già tornato qui in pochi secondi. Ma tu guarda là e vedi Pradè che ti saluta dalla finestra".

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 13 agosto 08)

martedì 12 agosto 2008

Al botteghino vinco io

Come sono lontani i tempi in cui le tessere piovevano dal cielo come coriandoli a Carnevale. I tempi di Maradona per intenderci, quando lo stadio San Paolo ogni domenica straripava di 70mila abbonati. Nella piramide degli introiti delle società la sottoscrizione dell'abbonamento da parte del tifoso equipaggiato di sciarpa e bandiera occupa ormai gli ultimi gradini. Ma se poi in Italia sbarca uno alla Maradona, la voglia di tornare allo stadio si riaccende: il 16 luglio scorso, giorno dell'arrivo di Ronaldihno al Milan, la sede di via Turati faceva il pieno di 5.230 tessere in sole 24 ore.
E oggi conta oltre 36mila tessere, 2mila in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando i rossoneri erano freschi campioni d'Europa. Il brasiliano coi dentoni attrae non solo più della coppa dalle orecchie a sventola ma anche dello sguardo ombroso di Mourinho: in questo derby delle tessere, l'Inter è sotto, con 30.280 abbonamenti (persino in calo di 225 unità rispetto all'anno scorso).
Da Milano a Torino, dove tra Juventus e Toro non c'è storia nonostante in città il tifo prevalente sia quello granata: se i bianconeri sono a quota 17.770 (700 tessere in più dell'estate passata) e si avviano verso fine campagna, il Toro ha chiuso la fase di prelazione solo venerdì scorso e oggi conta 12.400 abbonati, con un decremento di 500: segno che le due ultime stagioni anonime hanno un po' deluso i tifosi.
A Genova non te lo aspetti: nonostante non ci sia più Borriello ad infiammare la Nord, Genoa batte Sampdoria 18.500 a 18.200. Ci si aspettava di più dal club blucerchiato, forti dell'effetto Cassano che ha rinnovato il contratto con Garrone; mancano però solo 59 tessere per eguagliare il numero di sottoscrizioni dell'anno scorso.
Nella Capitale, la Roma è stabile sulle 28.000 sottoscrizioni come 12 mesi fa, mentre la Lazio a sorpresa, coi tifosi concentrati solo sul campionato (gli uomini di Delio Rossi sono infatti fuori da qualunque competizione europea), impenna a 21.000 abbonamenti: lo scorso anno, con la squadra in Champions, erano 14.000. Fare un pronostico al botteghino è difficile quanto prevedere ciò che accade sul campo. Le campagne abbonamenti chiudono il 31 agosto o in alcuni casi nelle prime settimane di settembre. Quel che è certo è che le tessere comunque non piovono più a dirotto come ai tempi di Maradona.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 12 agosto 08)

lunedì 11 agosto 2008

Quando l'estate si fa caliente

Fino alla sfida con il Liverpool disputata all'Anfield Road, quella dei biancocelesti è stata un'estate tranquilla, caratterizzata da una sfilza di test, come contro il Padova o gli arabi dell'Ah Hilal, anche troppo alla portata e quindi non molto indicativi. L'estate caliente per Delio Rossi inizia proprio in Inghilterra contro i Reds, nella prima amichevole di un certo spessore, persa solo al 93'. In Inghilterra la Lazio ha dimostrato di avere personalità (Carrizo e Pandev su tutti) e avrebbe meritato il pareggio (vedi il gol misteriosamente annullato alla giovane promessa Mendicino). Unico neo, la prestazione insufficiente di Matuzalem, ancora estraneo alla manovra laziale. Due giorni dopo in Portogallo, invece, la sconfitta per 2-1 con il Porto ha fatto riemergere le lacune già viste nel campionato scorso, come una difesa colta impreparata dagli avversari in contropiede e un attacco timido quando si tratta di arrivare al dunque (gol di Ledesma su punzione a parte). I Dragoes sono più freschi, ma questo non giustifica una Lazio poco lucida nelle idee e involuta sul piano atletico. Un passo indietro che non fa sorridere Delio Rossi in vista dell'amichevole contro i greci del Paok Salonicco all'Olimpico, dove i biancocelesti debutteranno di fronte al proprio pubblico. Rossi cerca il riscatto affidandosi ai numeri di Goran Pandev.

(srv All Sport News dell'11 agosto 2008)

domenica 10 agosto 2008

Allergia d'oltre confine

"Le difficoltà sono sempre le stesse: con una difesa decimata e un attacco spuntato putroppo le cose per ora vanno così ma adesso le amichevoli sono finite". Che il Milan quest'anno non si giocherà la Champions ma si dovrà accontentare della Uefa è cosa nota. Ma che nel giro di 10 giorni il Milan sia diventato intollerante alle sfide europee, per l'ambiente rossonero abituato (e bene) a imprese come le finali vinte a Manchester e ad Atene, è cosa a dir poco assurda. Perché proprio a Manchester contro il City (possibile avversaria in Coppa Uefa), gli uomini di Ancelotti collezionano il terzo ko consecutivo in amichevoli internazionali. E oltre alla sconfitta, l'altro comune denominatore è un attacco ancora all'asciutto, fermo alla doppietta-strapazza-Juve firmata Clarence Seedorf nel Trofeo Tim: l'olandese cerca di dare verve al reparto offensivo, che però sciupa un paio di ghiotte occasioni con Paloschi. Il 18enne è troppo precipitoso sotto porta e viene sostituito a inizio ripresa con Viudez, al suo debutto in rossonero: prestazione senza infamia e senza lode, ma Ancelotti è soddisfatto della prova dell'uruguaiano: "Ha fatto delle buone cose, ma ha solo 18 anni e fino a ieri giocava in Uruguay: non è semplice per nessuno fare un salto del genere e arrivare in una grande squadra come il Milan, quindi ora come ora è impossibile esprimere giudizi". La porta girevole del Milan prevedeva tra i pali il rientro di Dida: nuovo look, e forse anche nuova vita. Perché sul gol bello e impossibile di Bojinov non ha colpe e durante la gara il brasiliano ha dimostrato una certa tranquillità, tranne nell'uscita sciagurata su Vassel che avrebbe meritato il rigore: "Deve abituarsi a giocare, ma oggi è stato concentrato e sicuro". Bene Dida, bene Gattuso (che dà segnali di risveglio), bene anche Flamini (difensore aggiunto in occasione del tiro ravvicinato del solito Bojinov), ma contro il Manchester City queste note positive non bastano per interrompere il trend negativo. Riscatto rimandato quindi alla sfida di domenica 17 contro la Juve per il Trofeo Berlusconi, a cui prenderà parte Inzaghi (che ha ripreso gli allenamenti dopo un infortunio muscolare), l'unico che per ora che abbondona l'infermeria: Kaladze è stato ad Anversa dal dottor Martens (ginocchio ok, solo affaticato), mentre il tendine rotuleo di Kakà e la schiena di Nesta continuano a fare le bizze.

(srv All Sport News del 10 agosto 08)

sabato 9 agosto 2008

Come si dice sconfitta in inglese

La differenza è di quattro gol, la sostanza è la stessa: ancora una sconfitta che parla inglese. 0-5 contro il Chelsea a Mosca, 0-1 contro il Manchester City in Inghilterra. Tra Olimpiade ed infortuni vari non ci sono Ronaldihno, Pato, Kakà, Nesta, Kaladze, Inzaghi e Borriello. Assenze (pur pesanti) che però non giustificano un Milan, quello andato in scena al City of Manchester Stadium per il Trofeo Thomas Cook, che davanti non sfigura ma dimostra di avere incertezze quando si tratta di chiudere dietro il bagagliaio, lasciato sistematicamente aperto. E gli attaccanti avversari (vedi Anelka 6 giorni fa e Bojinov stasera) ci saltano su che è un piacere. Ancelotti le prova tutte: il ritrovato Dida per Kalac, Flamini al posto di Pirlo, spostato sulla trequarti con Seedorf al posto di Kakà, Paloschi a fare l'Inzaghi o il Pato che sia.
Su un manto erboso che sembra un biliardo, Seedorf, al 6' minuto, dà il primo colpo di stecca: l'invito a Paloschi è di quelli che non si possono rifiutare ma il 18enne bresciano ha troppa fretta di arrivare al dunque e il suo tiro viene respinto da Hart. Al quarto d'ora sempre Seedorf passa la stecca a Pirlo, e se l'invito è ancora per Paloschi, la chisura è ancora del portiere inglese. Il Milan preme sull'acceleratore (con un Seedorf scatenato che verso la mezz'ora sfiora il vantaggio su cross di Gattuso), ma non guarda nello specchietto retrovisore. Così dalle retrovie al 23' spunta Elano, ma sulla sua strada trova il compagno Vassel a passeggio: scontro tra amici e quel che ne esce è un tiro svirgolato. Qualche secondo dopo Bojinov inizia a mandare messaggi di minaccia ai rossoneri: se infatti al 24' sul tiro del bulgaro (ex di Lecce, Fiorentina e Juve) c'è Flamini sulla linea (con Dida che travolge Vassel in area ma buon per il brasiliano che l'arbitro non vede tracce di rigore), al 38' sulla linea non c'è nessuno, o meglio c'è Dida, che però al sette non ci arriva: la palla, proveniente da fallo laterale, vaga in area sfiorando chiome e scarpini, fino a quando non si accomoda sul piede sinistro di Bojnov che confeziona con una prodezza l'1-0 per i padroni di casa. Nella ripresa dentro Oddo per Jankuloski e debutta l'uruguaiano Viudez al posto di Paloschi. I ritmi si abbassano e il Manchester City gioca a palla prigioniera: il Milan non punge e avrebbe bisogno dell'indulto per liberarsi dalle trame degli uomini di Hughes, che difendono senza affanni il gol di vantaggio fino al fischio finale. Compresa la sconfitta contro il Siviglia, per il Milan è il terzo ko consecutivo in amichevoli internazionali e domenica 17 a San Siro, per il Trofeo Berlusconi, c'è la Juve di Claudio Ranieri, ex allenatore del Chelsea. Ancelotti, vocabolario alla mano, si prepari: c'è sempre di mezzo l'inglese.

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(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 9 agosto 08)

venerdì 8 agosto 2008

Prima e doping

Tra i fuochi d'artificio scagliati nel cielo di Pechino c'è anche una freccia che potrebbe non perdersi nel vuoto. Proprio nel giorno del via ai Giochi, l'accusa lanciata dal capo delegazione della scherma in Cina, Andrea Cipressa, è pesante, pesantissima: "Forse si voleva dopare tutta la squadra italiana di scherma", afferma senza riserve il dirigente federale. Il riferimento è alla positività di Andrea Baldini, riscontrata durante un controllo antidoping agli europei di Kiev del mese scorso, che ha portato all'esclusione del fiorettista leader del mondiale. E al ripescaggio di Andrea Cassarà, che ora vive da separato in casa. Cipressa è convinto che Baldini sia stato vittima di un complotto e punta il dito verso una Nazionale avversaria, una nazionale pronta a mettere sostanze illecite nelle borracce dei rivali, come - sempre secondo Cipressa - sarebbe successo a Baldini. Nomi non ne fa, ma quel che è certo è che in casa Italia non c'è sport come la scherma in grado di arricchire il medagliere degli azzurri. Ma alla vigilia del debutto all'Olimpiade cinese (domani con Gioia Marzocca e Ilaria Bianco inizia l'avventura della sciabola) la scherma italiana arriva con i nervi tesi.

(srv Studioaperto dell'8 agosto 08)

Gli anni di Cristo

Alla prima visita medica che sosterrà in giallorosso, Josè Ignacio Castillo dica 33 con gioia e tirando un sospiro di sollievo: con gioia perché alla non più tenera età di 33 anni - li compirà a novembre - esordirà in serie A dopo una lunga trafila nelle serie minori, tirando un sospiro di sollievo perché il ds del Lecce Angelozzi è riuscito a strapparlo al Pisa per 1 milione e mezzo di euro dopo un'estenuante trattativa durata circa un mese. Se fino a ieri, con Tiribocchi e il nuovo acquisto Cacia in attacco, Mario Beretta poteva ritenersi più che soddisfatto, oggi l'allenatore dei salentini può fare salti di gioia perché la società gli ha regalato un altro attaccante mica da ridere, che sarà pure stagionato ma che conosce la via del gol come le sue tasche: lo scorso campionato di B col Pisa 21 reti in 39 gare. Castillo detto Nacho, argentino di Laprida, ama la sua terra natia ma ha un debole per la Puglia: nel 2001, a 26 anni, sbarcava in Italia al Brindisi (serie D), che a suon di gol contribuì a promuovere in C2. Causa mancanza del passaporto italiano (la legge non permette l'ingaggio di extracomunitari alle società di C) Castillo deve lasciare il Brindisi e va alla Nuova Nardò. Poi Vigor Lamezia, Gallipoli (per due stagioni) e il salto in B al Frosinone. Squadre diverse, comun denominatore: il gol, Castillo infatti va sempre in doppia cifra. Al Pisa confeziona un'annata da urlo che gli vale il forte interessamento del Lecce, il ritorno in Puglia, un contratto triennnale da 400euro a stagione e, a quasi 33 anni, l'esordio in A. Un esordio insperato. Castillo dica 33. Il colpo di tosse, invece, gli verrà per l'emozione.

(srv All Sport News dell'8 agosto 2008)

20.08 ore locali

8-8-2008. Ci siamo. Tra poche ore fiaccola e braciere s'incontreranno allo Stadio Olimpico di Pechino per dare il via ai Giochi. Ma cosa vorrà comunicare la Cina al mondo intero nel giorno della cerimonia d'apertura? Qualunque cosa sia, lo dirà con l'ultimo misterioso tedoforo. Anche se l'idenkit comincia ad essere un po' meno segreto: 6 medaglie olimpiche e 4,35 miliardi di yuan di affari ogni anno, curriculum che porta al ginnasta-capitalista Li Ning, il volto della Cina che vuol affascinare il mondo nello sport e conquistarlo nei mercati. Svelato invece dal direttore del comitato organizzatore Zhang Heping il canovaccio della cerimonia, che si snoderà attraverso tre temi: la bellezza olimpica, lo splendore della civiltà e la grandezza dei tempi. Un'esibizione dagli altissimi contenuti coreografici, degna vetrina dell'antica e secolare storia della Cina. Dopo la sfilata degli atleti sarà la volta dell'accensione della fiamma olimpica, il momento più emozionante della cerimonia, mentre il cielo grigio di Pechino si tingerà degli spettacolari fuochi d'artificio (di cui la Cina è patria), con la speranza degli organizzatori che la pioggia risparmi questa giornata di festa. Ma la vera preoccupazione sono gli eventuali attacchi terroristici, con minacce via internet provenienti da un gruppo islamico cinese a poche ore dal via: il sistema sicurezza sta vivendo momenti di tensione che si mescolano alla gioia per l'arrivo del giorno tanto atteso, l'8-8-2008, data scelta non a caso: per i cinesi l'8 è un numero magico. Speriamo che a questa 29esima Olimpiade porti davvero fortuna.

(srv Studiosport, All Sport News e TG5 notte/mattina dell'8 agosto 2008)

Parla lui

In casa rossonera è difficile capire se fa più male la pesante sconfitta rimediata contro il Chelsea oppure il ginocchio di Kakà i cui tempi di recupero predicano cautela. Sul caso del fantasista operato al menisco il 23 maggio scorso potrebbe partire addirittura una polemica interna destinata poi ad allargarsi ai medici della Federcalcio brasiliana, un po' come accadde con la vicenda-Ronaldo. Ma Clarence Seedorf assicura che si tratta di due faccende ben diverse: "Ricky è intelligente, sa gestirsi bene, e credo che prenderà tutto il tempo necessario per riprendersi al 100% e mettersi poi a disposizione della squadra e fare quel che ha sempre fatto". Kakà, quindi, non puo' rischiare di giocarsi la carriera. Carriera, quella di Seedorf invece, che non può essere messa in discussione dall'arrivo di Ronaldinho. Perchè avere in squadra un altro campione non può che rendere il Milan più competitivo: "In passato ho detto sempre che un giocatore come Ronaldinho è un giocatore con cui avrei voluto giocare da tanto tempo. Io avevo espresso solo una mia opinione, e cioè che il Milan avrebbe avuto bisogno di un altro tipo di rinforzo, poi tutti vorrebbero avere Ronaldinho, ho detto anche queste parole, giusto?". Capitolo difesa: la prestazione della difesa rossonera è stata a dir poco imbarazzante. Ma per Seedorf le partite importanti sono ben altre, anche se l'amichevole di domani contro il Manchester City arriva puntuale per voltare subito pagina: "Dispiace perdere le partite in generale, sapendo che l'importante è essere a posto dal 31 in poi: io credo che il discorso sia come abbiamo perso contro il Chelsea".

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(srv All Sport News dell'8 agosto 2008)