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venerdì 29 agosto 2008

B come Baby Paloschi

Se non è Davide contro Golia poco ci manca. Sta di fatto che al Tardini, nell'anticipo della prima giornata di serie B, il Rimini dell'esordiente Selighini riesce nell'impresa di bloccare sull'1-1 il favoritissimo Parma di Cagni. Che in A i padroni di casa se ne vogliano tornare il più presto possibile lo si capisce già nei primi 5 minuti, quando l'ex genoano Leon sfiora la traversa su punizione e Lucarelli fugge sulla trequarti concludendo però debolmente. Un Parma avanti tutta che subisce inevitabilmente i contropiede del Rimini con Docente (chiude Paci in scivolata) e Ricchiuti (destro alto), ma che alla mezz'ora non perdona l'ingenuità degli ospiti: al 30', su azione di corner, in area c'è il solito walzer di trattenute; l'arbitro Tagliavento vede quella di Milone su Lucarelli, calcio di rigore, che lo stesso centravanti ex Livorno trasforma per l'1-0 gialloblù. A due minuti dall'intervallo, però, l'improvvisa reazione del Rimini: dai 20 metri Bashà fa partire una cometa che sorprende Pavarini per l'1-1. A inizio ripresa Cagni getta nella mischia Paloschi al posto di Kutuzov. Il 18enne appena arrivato dal Milan in comproprietà si vede prima annullare un gol per fuorigioco dopo una discesa devastante di Reginaldo sulla destra, poi svanire una ghiotta occasione quando tra il suo colpo di testa e la rete c'è di mezzo un reattivo Agliardi. Alla mezz'ora, ancora Paloschi (che mostra una disinvoltura da veterano) cerca il vantaggio in mezzagirata e ancora Agliardi gli dice di no. L'ultimo sussulto è al 93' ed è sempre lo scatenato Paloschi a rendersi pericoloso ma, nonostante una prestazione eccellente, non riesce a pungere: sinistro fiacco. Tra Davide e Golia finisce 1-1. Il Rimini sorride, il Parma un po' meno.

Guarda il servizio sul sito del TG5

(srv Studiosport - edizione notte, All Sport News e TG5 edizione notte/mattina del 30 agosto 08)

sabato 2 agosto 2008

Gentile vendetta

Avrebbe venduto l'anima al diavolo pur di sfidare il suo passato. Ma a pochi giorni della gara decisiva del 19 maggio con l'Inter (ultimo turno di campionato), Hector Cuper viene cacciato dal presidente del Parma Ghirardi, che poche settimane prima lo aveva arruolato per compiere il miracolo salvezza (miracolo che, puntualmente, non avviene). Ma se il patron gialloblù non gli ha permesso di prendersi la rivincita contro quei colori nerazzurri che ha guidato per 2 anni e mezzo, a regalargli questa opportunità sarà, curiosamente, una Nazionale: Hector Cuper è il nuovo ct della Georgia e il 10 settembre prossimo, per la prima delle qualificazioni mondiali, incontrerà l'Italia, la nuova Italia di Marcello Lippi, quel Lippi che il 5 maggio 2002 era allenatore della Juve e che a Udine (mentre l'Inter si suicidava a Roma contro la Lazio), passava 2-0 e vinceva lo scudetto. Inoltre, Italia-Georgia si giocherà proprio Udine: ironia della sorte. E siamo certi che Cuper andrà a stringere la mano a Lippi, come minimo, talmente è educato. Lo sa bene il patron del Betis Siviglia Pepe Leon, che lo ha definito "Il Gentiluomo" per le sue buone maniere. Ma puoi essere cortese finché vuoi che, nel calcio tanto garbo serve ben poco a vincere: Cuper (alla guida del Betis la scorsa stagione) racimola solamente 11 punti in 14 partite della Liga e il patron biancoverde (che dall'allenatore argentino si sarebbe aspettato meno educazione e più vittorie) il 12 dicembre gli dà il benservito. Cuper torna poi in Italia a maggio, per la breve e sfortunata esperienza col Parma. L'ex allenatore di Maiorca, Valencia, Inter e appunto Parma è diventato più famoso di Napoleone per via di quell'apocalittico 5 maggio: il gentiluomo non aspetta altro che il 10 settembre per stringere la mano a Lippi. Ma stavolta da vincitore.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 2 agosto 08)

Riassumendo

Riassunto dell'ultimo capitolo della Ronaldissea. Sulla rotta verso Madrid, il protagonista Cristiano Ronaldo perde il suo miglior alleato ma anche il suo miglior nemico, così che il vento contrario dei giorni passati d'un tratto diventa favorevole, e il fustaccione portoghese può raggiungere la sua nuova isola felice in meno di una settimana. L'alleato era il presidente della Fifa Blatter che, dopo aver difeso Ronaldo e tutti quei giocatori che come lui sarebbero schiavi dei contratti esosi offerti dai club, ora dichiara che nella faccenda Ronaldo-Manchester-Real non vuole più metterci il becco. Il miglior nemico era l'allenatore dei Red Devils Ferguson, che se fino a ieri prometteva di ostruire con le maniere forti la partenza dell'attaccante (minacciandolo persino di tenerlo in panca per tutta la stagione che verrà), oggi (come riporta quotidiano spagnolo AS edizione on-line), comincia ad arrendersi all'immagine di un Ronaldo vestito di blanco. Col Real il portoghese ha già raggiunto un accordo preliminare che, in parole povere, dice così: se non ci fai il tuo autografo sul contratto (quinquennale da 7 milioni di euro a stagione), ci paghi 15 milioni di multa. La Ronaldissea è ormai al capitolo finale.
Riassunto dell'epopea Thuram, giunta invece già ai titoli di coda. Il mondo del calcio è come una famiglia per l'ex difensore di Monaco Parma Juventus e Barcellona e primatista di presenze con la Nazionale francese (142) con cui ha vinto la Coppa del Mondo nel '98 e la Coppa 'Europa nel 2000. Ma la sua famiglia, quella vera, è ben altra cosa, e gli ha chiesto di smettere col pallone dopo l'ipertrofia al cuore rilevata dalla visita medica di giugno, ultimo step prima della firma col Paris Saint Germain, di cui avrebbe voluto diventare il nuovo Maldini. Il fratello Antonio fu stroncato da un infarto nel '94 in un campo di basket, Lilian ribadisce però che non si tratta di malattia genetica. Ma forse la sua famiglia ha comunque ragione: per non rischiare, meglio chiudere qui l'epopea Thuram.


(srv Studiosport e All Sport News del 2 agosto 08)

giovedì 31 luglio 2008

Ferrari, si riparte

Matteo Ferrari ha i colori neroazzurri nel destino. Una dozzina di anni fa fu proprio l'Inter a rapirlo da Ferrara, dove Matteo a soli 16 anni pilotava con destrezza la difesa della Spal in serie B. Dopo un anno di svezzamento nel settore giovanile, l'Inter lo gira in prestito al Genoa, al Lecce e infine, qualche chilometro più a nord, al Bari. Nel capoluogo pugliese, questo fustacchione alla Carlton Mayers (italiano di madre guineana ma nato in Algeria) sfoggia tutto il suo repertorio di fantastico baluardo difensivo tanto da meritarsi un posto fisso nella Nazionale Under 21 con cui vince l'Europeo 2000 sotto la guida di Marco Tardelli, che in quell'estate, diventato allenatore dell'Inter, convince il presidente Moratti a puntare su di lui. Ma a San Siro la musica non è la stessa del San Nicola di Bari o dei campi europei solcati coi compagni azzurrini: Ferrari racimola sì o no una ventina di presenze dimostrando di non essere all'altezza e, insieme al suo mentore Tardelli, viene travolto 6-0 dal Milan nel clamoroso derby del 11 maggio 2001. Da lì, l'addio all'Inter e il trasferimento a Parma, dove rinasce: nell'estate 2004 Trapattoni, ct della Nazionale Maggiore, se lo porta con sè agli Europei 2004 in Portogallo, mentre i Sensi lo conducono a Roma. Ma coi giallorossi ricomincia l'incubo: errori imbarazzanti, scarsa sicurezza e la curva che gli ulula ai timpani. Così viene mandato in prestito un anno all'Everton. Finita l'esperienza non esaltante in Inghilterra, torna alla Roma, ma Matteo fa più clamore per la sua relazione con la bella Aida Yespica piuttosto che con le sue prestazioni in campo. Ora però basta coi gossip: Ferrari ha voglia di dare (ottime) notizie dal campo.

(srv Calciomercato del 31 luglio 08)

domenica 17 febbraio 2008

23^ di campionato: Parma-Milan 0-0

Milan ad altezza Fiore. Per ora
Mille e non più mille. Non è il caso di Capitan Maldini, che da qui fino a giugno qualche altra partita sopra i tre zeri la disputerà ancora. E' l'unica notizia lieta in casa rossonera. Perchè oltre all'ennesima occasione perduta per scavalcare la Fiorentina, bisogna segnalare l'epidemia-infortuni che, dopo Pato e Ronaldo, ieri ha flagellato anche Dida. Ecco la somma algebrica di un caso che di matematico ha ben poco ma che di comico ne ha molto: colpo della strega, più freddo pungente, più poltroncina scomoda, uguale uscita in barella. Il tutto avviene a fine primo tempo e rigorosamente in panchina. Stranezze, ironie di una sorte, quella di Dida, che prende sempre più le sembianze di un cattivo scherzo. Diciamo pure noioso. Petardi, buffetti, paperissime. Fino alla notte delle streghe. Mah! Kalac è in forma-Buffon e non si tocca. L'altra buona notizia dopo i tre zeri di Paolino eterno.

domenica 23 settembre 2007

4^ di campionato: Milan-Parma 1-1 Seedorf, Pisanu

Se non è Champions non è Milan
Fiorentina, Siena, ieri sera il Parma: mettiamoci sopra un'altra X. Dopo il terzo pareggio consecutivo in campionato sarebbe troppo facile dire che i rossoneri in Italia si deprimono mentre in Europa si esaltano. Ma l'Italia non è mica in Europa? Ancelotti dia ripetizioni di geografia ai suoi.