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venerdì 1 agosto 2008

Urna dolce urna

Che sia in Slovacchia o in Finlandia, se non si tratterà di una spensierata gitarella agostana poco ci manca: l'urna di Nyon ha offerto alla Juventus un sorteggio amico, molto amico. Ovvio che Claudio Ranieri inviti i suoi alla prudenza e al rispetto dell'avversario, il cui nome sarà reso noto al termine della sfida di ritorno del secondo preliminare di Champions: la sfida è tra i finlandesi del Tampere United e gli slovacchi dell'Artmedia Bratislava. Molto probabilmente la Juve se la vedrà con l'Artmedia, capace all'andata d'imporsi 3-1 in Scandinavia e ultimo ostacolo per i bianconeri prima del ritorno in Champions. Sorteggio amico, appunto, tenendo conto di un paio di accoppiamenti a dir poco infuocati (vedi Schalke 04-Atletico Madrid e Galatasaray-Steaua Bucarest). L'unica preoccupazione semmai è quella di affrontare avversari piu' avanti nella preparazione: l'Artmedia, possibile rivale quindi il 12 o 13 agosto a Torino per la sfida di andata, ha già disputato due gare di campionato. Poco importa: una Juve che in attacco può puntare su gente come Del Piero, Amauri, Trezeguet e Iaquinta e soprattutto su una voglia matta di riprendere il discorso Champions interrotto due anni fa dalle sentenze di Calciopoli, va sul sicuro. Anche perchè gli avversari veri, quelli da caratura Champions, sono ben altri. A partire dall'Arsenal, che la Juve affronterà nella prima amichevole della tournee londinese (a seguire i match con l'Amburgo e, dulcis in fundo, coi campioni d'Europa e di Inghilterra del Manchester). Quell'Arsenal che nel marzo 2006 eliminò la Juventus allora guidata da Capello (2-0 agli Emirates Stadium e 0-0 al Delle Alpi), per l'ultima apparizione bianconera nella massima competizione europea. Quell'Arsenal da cui riprendere il discorso Champions. Contro i Gunners Ranieri è intenzionato a riproporre la coppia offensiva di Dortmund Amauri-Iaquinta, con Del Piero e Trezeguet pronti ad entrare nella ripresa. Sulla fascia destra, Marchionni (in rete anche lui venerdì scorso) è favorito su Camoranesi, ancora non in piena forma. Salihamidzic e Cristiano Zanetti continuano a lavorare a parte.

(srv Studiosport - edizione notte e All Sport News del 1 agosto 08)

venerdì 30 maggio 2008

Verso Euro2008: Donadoni riceve due regali Di Natale

A Firenze, Italia in scioltezza sul Belgio 3-1. Doppietta di Di Natale, poi Camoranesi. All'udinese il ruolo di vice-Del Piero o Cassano sta già stretto

E adesso vallo a spiegare a Del Piero, che per convincere Donadoni a portarlo con sè a spasso per i monti austro-elvetici è stato costretto a scalare la vetta dei cannonieri e fissarci la bandiera come Armstrong quando sbarcò sulla Luna. Poi vallo spiegare a Cassano, che per convincere Donadoni che di un bravo (solo un poco irrequieto) guaglione pur si tratta ha dovuto tenere la testa ben attaccata sulle spalle come un alunno da sette in condotta promosso perchè si è pentito di tutti gli scherzi fatti ai professori. Bene, vallo a dire ad entrambi che Di Natale stasera a Firenze sembrava Batigol e che contro l'Olanda non ha alcuna intenzione di vederli giocare dalla panca tirando il ct per la tuta e supplicando di farlo entrare 'che un bel regalone glielo fa lui dato anche il cognome natalizio (se pensi poi che Roberto di cognome fa Donadoni tutto torna).

Totò vuole il campo dal primo minuto perchè lì sull'ala vola, impennando pure il suo score in azzurro: seconda doppietta dopo quella rifilata all'Ucraina, per un totale di 7 reti in 18 presenze. Mica male. Il Belgio è pochissima cosa, vero. Ma già si capisce come al bomber dell'Udinese, 30 anni maturo e attempato, il ruolo di vice-Del Piero o di vice-Cassano stia stretto come il buco di un imbuto. Ben venga allora la concorrenza spietata. E noi ci domandiamo chi, nella forchetta offensiva a tre denti, sarà il più incisivo. Toni (Borriello in seconda battuta) è al centro e non lo sposti. Intorno a lui è un girotondo: Camoranesi (in gol stasera), Del Piero, Cassano, Quagliarella e, appunto, Di Natale. Con delle ali così, difficile andar giù per terra. Nel frattempo Totò è già volato a Berna.

lunedì 19 maggio 2008

Campionato 2007/2008, emozioni dell'altro mondo

Non sarà il più bello del mondo, come sostengono da un po' di anni quelli che di calcio ne sanno o pensano di saperne, francesi su tutti (parlano loro che hanno un Lione che a 'sto punto potrebbe giocarsi la Ligue1 da solo visto che la vince ininterrottamente dai secoli Avanti Cristo: tradotto, che noia). Il tornado di calciopoli e i casi di violenza, poi, gli hanno tolto appeal e credibilità. Eppure a noi piace tantissimo e ce lo teniamo ben stretto il nostro avvincente (avvincente, capito galletti d'Oltralpe?) campionato italiano. Ci piace portarlo al settimo cielo e poi sotterrarlo nel più infernale dei gironi danteschi. Del resto noi italiani siamo passionali come un romanzo Harmony e non conosciamo vie di mezzo. Figuriamoci quando abbiamo la testa nel pallone. Quindi, col sudore sulla fronte e fitte alla pancia, abbiamo atteso il verdetto del campionato dalla prima all’ultima giornata. Perché è proprio verso l'epilogo che il banale va in letargo e accade l'incredibile.

E allora un grazie va a Mancini, al suo ciuffo un po' irriverente e alla sua pazza Inter che tra Siena ridens e gatti neri, tra egocentrismi dagli undici metri e sarti pizzicati mentre cuciono scommesse al cellulare, ce l'ha messa proprio tutta per dar voce ai gufi sparsi in penisola. Poi sulla via Emilia torna Ibracadabra e i gufi tornano nel cilindro: la magia è tutta di Zlatan l'extraterrestre. Scudetto meritato e saldamente cucito sul petto, anche senza il filo e l'ago di quel sarto che da Appiano Gentile molto probabilmente dovrà fare baracca e burattini.

Un grazie va a Spalletti, che ha fatto della sua Roma la più vincente della storia giallorossa (82 punti e 25 vittorie) e l'anti-Inter per eccellenza. Certo, ripensando (una a caso) alla gara calalinga persa col Livorno e alle varie occasioni sciupate per rimanere incollata al vertice, verrebbe da tirargli i capelli no, perchè non li ha, ma le orecchie sì. Se poteva fa', con un pizzico in più di attenzione. Pazienza. Sarà per la prossima volta, cioè sabato prossimo per la finale di Coppa Italia. L'ennesima rivincita.

Un grazie va a Del Piero, capocannoniere (21 gol) per la prima volta in carriera, che con questa stagione da urlo e da linguacce di fuori sta dando ragione all'album Panini e mettendo in imbarazzo Donadoni. Tutti vogliono Alex in Austria e in Svizzera. E se il ct non lo porta con sè gli mandiamo Maurizio Mosca sottoforma di cucù che all'ora esatta fa scattare il tormentone "Ah, come gioca Del Piero!"

Un grazie va a Prandelli, che dall'altalena-quarto posto è cascato solo una volta (sconfitta in casa contro l'Udinese) mentre Ancelotti e il suo Milan sono stati un nauseante saliscendi (più scendi) e alla fine si sono accontentati di un misero biglietto per la Uefa. La Fiorentina vola tra le big d'Europa perchè ha avuto un trend costante, da Champions. Ora c'è solo una preoccupazione: dover vedere Frey (che se non è Buffon poco ci manca) fare ciao con il guantone alla curva Fiesole. Dove andrà chiedetelo a Galliani, vi parlerà del futuro di Gilardino...

Un grazie va poi a Borriello, che a Marassi sponda Genoa si è trasformato in un bomber sopraffino (19 gol, tutti da accademia delle belle arti) e che sogna, giustamente, l'Europeo. Al Napoli, che ha dimostrato che non solo di Maradona si vive per far fuori le grandi. Al Cagliari, a cui ci voleva proprio la penalizzazione (grana Foggia-Marchini) per far scattare la molla verso una salvezza anticipata con tanto di pernacchia a chi lo dava per spacciato. A Cassano, che con le sue prodezze (cassanate annesse) ha ravvivato lo spirito blucerchiato fino a portarlo quasi a ridosso della zona Champions. Infine a Zenga, l'uomo di Bucarest che non solo ha compiuto l'impresa di tenere a galla in quattro e quattrotto il Catania ma anche di brindare, inchiodando la Roma sul pari, allo scudetto della sua amata Inter: meglio di così.

Insomma, grazie a tutti i protagonisti della stagione 2007/2008, piena di colpi di scena. Non sarà il campionato più bello del mondo, va bene. Ma è sicuramente uno dei più avvincenti. E noi lo mandiamo in paradiso perchè ci ha regalato emozioni dell'altro mondo.

(pubblicato su www.lab.iulm.it)

domenica 13 aprile 2008

33^ di campionato: Juventus-Milan 3-2 Del Piero, Inzaghi, Inzaghi, Salihamidzic, Salihamidzic

Decide Brazzo e Inzaghi è un'illusione
Ci pensa Brazzo a disilludere un Milan aggrappato ai redivivi Kakà e Inzaghi. L'età media rossonera, però, è quella che è, 32, e si sa che i vecchi sono saggi ma spesso un po' ammaccati. Se poi in difesa (orfana di Nesta e Kaladze) rientra d'urgenza Simic che non gioca dal paleolitico (e si vede da come si lascia fare la pernacchia da Del Piero), capisci che il ritmo delle grandi sfide il Milan non lo tiene più. Pippo regala il sogno olimpico con la seconda doppietta consecutiva, Bonera sveglia i suoi scegliendo lo stinco di Sissoko come souvenir da Torino, doppio Salihamidzic chiude il conto scippando di fatto al Milan l'ultimo posto Champions disponbile. Qualcuno, prima o poi, ci doveva pensare a pigliarlo.